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SACRAMENTO della CONFERMAZIONE, Vairano Scalo - 10 Maggio 2008 PDF Stampa E-mail
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Scritto da Teresita   
Monday 19 May 2008

SANTA MESSA

AMMINISTRAZIONE del SACRAMENTO della CONFERMAZIONE

OMELIA DI S. E. MONS. ARTURO AIELLO

Vescovo della Diocesi di Teano-Calvi

Chiesa Santi Cosma e Damiano

Vairano Scalo, 10 Maggio 2008

Vigilia di Pentecoste

 

Saluto iniziale

Fratelli e sorelle,

per questa comunità parrocchiale, la Pentecoste della comunità coincide con la Pentecoste liturgica. La Pentecoste della comunità è il giorno in cui si celebra il Sacramento della Confermazione in quella porzione di Chiesa e oggi, per voi, le due solennità coincidono cioè alla vigilia di Pentecoste scende lo Spirito su questi giovani e guardandoli, accompagnandoli, riviviamo l'evento della Pentecoste che accade oggi, adesso, qui. Disponiamoci a ricevere i doni abbondanti dello Spirito che viene a ridare speranza alle nostre vite stanche e ad aprire nuovi orizzonti. Iniziamo con un momento penitenziale, confessiamo i nostri peccati, raccomandiamoci alla misericordia di Dio.

Omelia

Carissimi giovani,

come è stato difficile dire questa parola così breve, così semplice: "Eccomi". Forse stanotte, la notte scorsa, avete sognato, o la notte prossima, stanotte, sognerete che vi mancava il respiro all'atto in cui dovevate dire questa semplice ma impegnativa formula: "Eccomi". Ad alcuni muore la voce in gola per l'emozione, non è male: significa che siete consapevoli della solennità di questo momento. Nei momenti solenni la voce ci trema, il fiato non arriva, come si dice per gli organi a canne, ai somieri con tutta la sua forza e quello che ci sembra di sapere riusciamo a stento a balbettarlo. In questa formula che voi avete ripetuto c'è non solo un atto di presenza, è inclusa non solo un'adesione, nessuno vi ha costretti a venire qui, attirandovi al Sacramento della Confermazione, ma di più. In questa formula "Eccomi" è riassunto il vostro passato, la vostra infanzia, l'educazione cristiana che i vostri genitori vi hanno trasmesso, il vostro presente di giovani universitari o ancora nella scuola media superiore o qualcuno già al lavoro. Di più, in questo "Eccomi" senza che voi lo sappiate, è formulata una firma in bianco per il vostro futuro. "Eccomi" significa mi espongo alla grazia, qualsiasi cosa questa grazia produca, qualsiasi cosa mi indichi il Signore attraverso la forza del suo Spirito. Qui come vedete, in questa formula di adesione e di presenza, di attestazione che ci sono, c'è molto di più. In questo "Eccomi" che lo Spirito stesso ha suggerito al vostro cuore, c'è la vostra vita condensata. Vorrei che sentiste insieme con me che qui, in questo momento, si danno appuntamento il vostro passato (quello che siete stati), il vostro presente (quello che siete adesso), il vostro futuro (quello che sarete). Quando ci avviciniamo a Dio, non possiamo che affidarci a Lui completamente, arrendendoci senza condizioni. "Eccomi" è la vostra firma di resa, una santa resa. Ancora resisterete, ovviamente, all'azione di Dio e Dio non coarta la libertà delle persone, non annulla, è nella libertà la nostra grandezza, ma ancora resisterete alla grazia di Dio, ma sappiate che a questa grazia, noi possiamo presentarci solo disarmati, senza resistenze, a dire "Signore, io non so bene quello che è bene per me. Tu lo sai. Fa' di me quello che vuoi". Ecco, questi dovrebbero essere i sentimenti che debbono albergare nel cuore di un giovane che decide di confermarsi e di essere confermato nella fede del suo Battesimo e poi vi dicevo già all'inizio della Messa che questa vostra Cresima avviene nel giorno liturgico della Pentecoste. Lo Spirito, la Parola di Dio ce lo ha presentato nelle sue varie forme e lo Spirito innanzitutto è Spirito di vita. Manda il tuo Spirito Signore, a rinnovare la terra a dire che tutto quanto di bene avviene nelle cose, nel mondo vegetale, nel mondo animale, ancor più nel mondo umano, è opera dello Spirito. Infatti, il salmista, nel salmo responsoriale che è stato proclamato, ci ha invitatati a benedire il Signore: Benedici il Signore, anima mia, sei tanto grande Signore mio Dio, sei vestito di maestà e di splendore  avvolto di luce come in un manto. Quanto grandi sono le tue opere, Signore. A dire che non esiste vita senza l'azione dello Spirito, e non è un caso che l'evento della Pentecoste, come evento cristiano, si sia innestato in una festa ebraica, che era preesistente, che era la festa della mietitura e quindi della primavera matura. Tutto quello che vediamo, abbiamo visto, vediamo e vedremo esplodere nel creato e nello scorrere del sangue nelle nostre vene è opera dello Spirito Santo. Quindi è come se in questo momento, attraverso la grazia che, in pienezza, attraverso le mani del Vescovo vi è consegnata, voi foste ricreati. Forse vi sembrerà un po' banale, esco fuori dal linguaggio teologico, quello che diciamo...una "botta di vita" e i giovani sanno a che cosa ci si riferisce. Una "botta di vita", cioè una iniezione iper-eccitante rispetto alla vitalità, questo è opera dello Spirito. Quindi, vieni Spirito Santo e, come nella visione del profeta Ezechiele, trasforma questi morti (che siamo noi) perché senza idealità, che ci trasciniamo, trasforma questi morti in esseri viventi. Nella prima lettura tratta dal profeta Gioele, c'è una espressione bellissima che riguarda proprio voi giovani. I vostri giovani, dice il profeta, faranno sogni, le vostre figlie avranno visioni. Potrei chiedere a don Luigi che vi ha accompagnati insieme con la suora ed altri catechisti nel cammino verso la Cresima:  questi giovani hanno grandi sogni?  E un parroco sa, qual è la caratura dei sogni dei suoi giovani. Spero che i vostri sogni, cari giovani, non siano semplicemente avere una vita tranquilla, serena, avere molti soldi, riuscire nella vita, queste sono cose che per lo più vi lasceranno delusi. Spero che abbiate grandi sogni e cioè grandi attese dalla vostra vita e dalla vita del mondo. Già il profeta, nell'Antico Testamento, riconosceva nella giovinezza, una età di per se stessa profetica quando, come vi ho già detto, afferma diventeranno profeti i vostri figli e le vostre figlie, i vostri anziani faranno sogni,  i vostri giovani avranno visioni. Allora lo Spirito Santo viene ed innalza, in una maniera esponenziale, i vostri piccoli sogni. Normalmente i giovani hanno piccoli sogni, noi alla vostra età avevamo grandi sogni e se qualcosa di buono, e mi riferisco a quelli della mia generazione e ancora di più a quelli più avanti negli anni di me, abbiamo realizzato è perché da giovani ci siamo lasciati prendere da grandi idealità. Lo Spirito Santo viene a rimescolare e a rimpastare e a far fermentare, a far lievitare i vostri sogni che rischiano di essere di piccolo cabotaggio, come si dice in termini nautici. Le imbarcazioni di piccolo cabotaggio, per chi non fosse del mestiere, sono quelle che possono solcare solo alcuni mari, non possono allontanarsi eccessivamente e questi sono i sogni dei giovani oggi, piccolo cabotaggio: una vita tranquilla, un posticino di lavoro, possibilmente senza troppo impegno ma con uno stipendio di tutto rispetto. Questo sogno di piccolo cabotaggio, viene trasformato in un sogno di grande cabotaggio per solcare gli oceani, per andare lontano anche oltre quello che tu oggi riesci a vedere e a sperare. Ecco, lo Spirito viene e allarga a dismisura i vostri sogni perché diventano i sogni di Dio e poi, e concludo, nel Vangelo, Gesù dice che lo Spirito diventa fecondità in quanto parlando in una festa ebraica dice Se qualcuno ha sete, venga a me  e beva e vivrete in me. Come dice la scrittura: dal suo grembo sgorgheranno fiumi di acqua viva. Sentiamolo questo gorgoglio di una sorgente che si genera in te oggi attraverso la grazia dello Spirito Santo ed un fiume non lo posso chiudere in una stanza, un fiume a stento si riesce ad arginare, un fiume è di tutti, un fiume non può essere proprietà privata. Gesù dice che chi crede in Lui  vivrà questa fecondità, cioè nasceranno da lui delle cose, delle forze, delle energie, delle iniziative, delle istituzioni, delle idealità, così grandi da essere paragonate ad un fiume.

Cari fratelli e sorelle, noi vorremmo chiudere lo Spirito Santo in un bicchiere, in una brocca al massimo, per dire: "Bevi questo bicchiere: è lo Spirito Santo". Ma non è così! Lo Spirito non puoi chiuderlo in un bicchiere, né in una stanza, né in un acquedotto: è un fiume! Che ti nasce dentro e racchiude e feconda, e permette la vita in altri e genera tante cose buone perché l'acqua è generatrice di vita. Il vostro Vescovo vi augura, stasera, di veder zampillare in voi questa sorgente generatrice e generativa di tante cose grandi. Il vostro parroco per solennizzare questo momento ha acceso le lampade che sono davanti alle croci che fanno memoria della consacrazione, della dedicazione di questa Chiesa. Quelle lampade che sembrano così deboli, sono segno dello Spirito. Le lampade dovete essere voi stessi. Prendo questa espressione da un testo non cristiano, perché bisogna anche qualche volta spaziare, ovviamente abbiamo tutto qui[1], ma ci aiutano anche delle espressioni provenienti da altre esperienze. A proposito di lampade, proprio in questo istante mi raggiunge questa citazione dalla vita di Buddha (va bene anche Buddha quando ci può dare una sollecitazione) che sul letto di morte vede piangere i suoi discepoli intristiti perché il maestro di cui sono stati alunni per tanto tempo sta per morire. Ed egli dice: "Perché piangete?". E loro: "Perché adesso ci vieni a mancare tu che sei la nostra luce e la nostra lampada". Ed egli dice: " Ma no, siate voi lampade a voi stessi". Ecco, lo stesso dice il Vescovo a voi cresimandi e tra poco cresimati: siate voi lampade a voi stessi e non solo, perché se uno fa da lampada per sé finisce per essere corpo illuminante anche per le persone che gli stanno intorno, corpo illuminante per la propria comunità parrocchiale, corpo illuminante per la propria famiglia, per la propria coppia, nel proprio gruppo di amici. Siate lampade a voi stessi  e guardando queste lampade che gridano e palpitano davanti alle croci della Dedicazione (in qualche maniera voi nel Battesimo siete stati dedicati alla gloria di Dio), dite:  "Devo diventare lampada anch'io". Fino ad ora mi sono lasciato illuminare dai genitori, dal mio parroco, dai miei amici, dai miei catechisti, adesso divento lampada per me e lampada che illumina anche la vita degli altri. Siate lampade a voi stessi.

Il testo, tratto direttamente dalla registrazione, non è stato rivisto dall'autore.


[1] Il Vescovo poggia le mani sulla Sacra Scrittura

 
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