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CORSO PREMATRIMONIALE, Vairano Scalo - 8 Marzo 2008 PDF Stampa E-mail
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Scritto da Teresita   
Monday 19 May 2008

CORSO PREMATRIMONIALE

INTERVENTO DI S. E. MONS. ARTURO AIELLO

Vescovo della Diocesi di Teano-Calvi

Parrocchia Santi Cosma e Damiano

Vairano Scalo

Sabato, 8 Marzo 2008

Benché quello che ho da dirvi richiederebbe molto più tempo, cercherò di comprimere tutti questi motivi in alcuni passaggi fondamentali. Allora, ho ascoltato dalla preghiera che avete fatto la più matura delle domande previo il consenso del Matrimonio: "Siete disposti ad accogliere responsabilmente e con amore i figli che Dio vorrà donarvi ed educarli secondo la legge di Cristo e della Chiesa?". E voi direte: "Sì, lo voglio". E se non lo dite, non si procede con la celebrazione, a dire che nella celebrazione entrano anche i motivi fondamentali della teologia del Matrimonio. Cioè quello che noi celebriamo è anche un riassunto dei punti essenziali della Fede inerenti quel Sacramento, nel caso vostro, il Sacramento del Matrimonio. Desumiamo da questa domanda alcune cose. La prima: l'apertura alla vita è dimensione essenziale nel Matrimonio Sacramento. Ovviamente, noi distinguiamo il matrimonio dal Matrimonio Sacramento, nel senso che il matrimonio è un istituto civile di ogni nazione e di ogni popolo che abbia un minimo di cultura. Il Foscolo, tanto per farvi qualche richiamo scolastico, nei Sepolcri dice "Dal dì che nozze e tribunali ed are..." ad affermare che il sorgere della civiltà si nota dalla celebrazione di una liturgia, di un sacrificio (are), dall'amministrazione della giustizia (tribunali) e nozze, quindi il matrimonio. C'è un matrimonio che lo Stato Italiano riconosce, per cui c'è una legislazione inerente e  c'è un Matrimonio Sacramento. Quello che è più importante è distinguere la voglia di sposarsi, che rientra nel diritto naturale, che è una esigenza fondamentale dell'uomo che lo Stato riconosce, la scelta " ci vogliamo bene e ci vogliamo sposare" dalla scelta  " ci vogliamo bene e ci vogliamo sposare in Chiesa". Questo è il Matrimonio Sacramento come avete già approfondito negli incontri precedenti. Allora, nella domanda "Siete disposti ad accogliere responsabilmente e con amore i figli che Dio vorrà donarvi "  indichiamo un elemento essenziale della Teologia del Matrimonio senza il quale, questo elemento, cade il Matrimonio. Non è che cade perché si fa male, cade nel senso che decade, meglio, non si pone. Ricordatevi che un matrimonio autentico, ben celebrato, non potrà mai essere annullato. Quello che è dichiarato nullo è un matrimonio che non è mai nato. Mi spiego? Cioè la Chiesa non ha il potere di dire: prima questo matrimonio è andato avanti per 10 anni. Bene. Dopo si è incrinata la cosa: lei ha preso l'esaurimento, lui si è fatto l'amante, allora va bene, non è più possibile che questi due stiano insieme. Allora decretiamo che questo matrimonio sia annullato.

Uno dei motivi della nullità di un matrimonio è la non apertura alla vita. Incontro un po' gli sguardi di tutti, per questo mi sposto per vedere se si muovono le vostre pupille significa che siete ancora qui presenti e non alla Fiera del Mobile e ad altri luoghi che in questi tempi presumo vi interessino di più del corso prematrimoniale. Cosa significa apertura alla vita? Significa che se entrambi, o uno dei due, affermano pubblicamente, o meglio del loro cuore, "Io mi sposo, però figli mai e poi mai" quindi una decisione di uno dei due contraenti o della coppia, questo fatto rende vano il matrimonio, nel senso che il Sacramento non avviene. L'organo suonerà, i fiori li pagherete a caro prezzo, non ne parliamo del fotografo, del cineoperatore, però voi non siete sposati davanti a Dio, perché manca questo elemento. Quando la domanda del rito dice "Siete disposti ad accogliere RESPONSABILMENTE e con amore i figli che Dio vorrà donarvi" perché non li impastiamo noi, ma vengono da Lui, vuole mettere in evidenza (entriamo nel tema che Don Luigi mi ha affidato) che questo dono di Dio passa attraverso la nostra volontà. Cioè, Dio non crea più uomini e donne senza l'ausilio di uomini e donne. Diciamo che ha voluto privarsi (si è privato di tante cose Dio, perché l'amore, lo sperimenterete e spero che lo stiate già sperimentando, a volte ci priva ed è una privazione gioiosa, se diventa dolorosa, incominciano i problemi). Dio si è privato della facoltà di creare da sé uomini e donne, ma ha affidato a voi, adesso, in questo momento, questa facoltà. Per cui, se voi dite "Sì", l'uomo nasce, se voi dite "No", l'uomo non nasce e Dio non verrà mai a forzare le vostre volontà. Questo è un aspetto molto bello, anche appassionante del matrimonio, perché si dice, con un termine molto bello,  che gli sposi sono con-creatori con Dio. È Dio che crea quindi la vita viene da Dio, però è anche vero che questa vita viene da Dio attraverso il canale dei coniugi, canale che è essenziale. Però, santamente e giustamente, la Chiesa utilizza un avverbio. L'avverbio è RESPONSABILMENTE.  Su questa parola noi insisteremo stasera: responsabilmente.

Cosa significa che io ho un figlio in maniera responsabile? Perché io posso avere anche un figlio in una maniera irresponsabile. Spero non sia capitato a voi, ma sarà capitato a dei vostri amici coetanei o più piccoli di mettere incinta una ragazza a 14 anni e adesso, al di là del fatto che questo figlio deve nascere per tutti i motivi che riguardano l'altro tema che affronterete, quello dell'aborto e del rispetto della vita, questa è una modalità irresponsabile di avere un figlio. Quanti anni saranno passati da quando come uomini e come donne avete varcato la soglia della potenzialità paterna e materna? Sono passati tanti anni. Perché vi sposate adesso? Voi state pensando "Perché non tenevo la casa". No. C'è una risposta più saggia. È che all'atto in cui l'adolescente è potenzialmente padre, non lo può essere responsabilmente; a l'atto in cui la ragazza a 12 anni ha il menarca e quindi è potenzialmente madre, non può esserlo responsabilmente. Allora questi 10 anni circa che sono passati dal momento della vostra possibilità di essere padri al momento in cui voi vi ponete rispetto a questa possibilità in una maniera responsabile, questi 10 anni costituiscono un cammino umano. Certamente, se aveste fatto un figlio 10 anni fa, con quali sicurezze? Con quali prospettive? Con quale maturità? Vedete che RESPONSABILMENTE diventa un avverbio stimolante sul piano della riflessione perché ci dice che noi ci sposiamo e siamo aperti alla vita, ma anche che questa apertura alla vita nel matrimonio deve contenere una sua responsabilità. La irresponsabilità non riguarda solo l'adolescente che mette incinta la ragazza o la ragazza che si lascia mettere incinta dall'adolescente, ma c'è una irresponsabilità anche nel matrimonio. Può esserci. Se la Chiesa chiede "Siete disposti ad accogliere RESPONSABILMENTE" ci sarà un motivo , visto che non si sposano quelli di 12 anni, quelli di 15 anni, ma più o meno, speriamo (ma a guardarvi bene siete tutti belli attempati), si sposano...

Sì, ma quale tarlo il Vescovo ci vuole mettere in mente? Per esempio, c'è una visione dell'insegnamento della Chiesa rispetto a questa responsabilità del tutto sbagliata. Mi riferisco a quelli che pensano che la Chiesa dica:"Fate i figli così come vengono". Credo che molti di voi pensino che la Chiesa pensa in questa maniera. Non è vero, se io trovo nel libro del matrimonio la parola RESPONSABILMENTE.  Che cosa dice responsabilità nel matrimonio?Dice la possibilità , al di là della possibilità astratta che deve esserci, la possibilità concreta che noi abbiamo di ospitare (questo verbo è voluto) un figlio nella nostra coppia per alcun tempo. Mettete in testa queste parole: sono pesate. Ospitare un figlio nella nostra coppia per alcun tempo. Non il mio figlio. "Figlio mio! Rimani qui!". Magari i vostri genitori saranno andati in crisi d'ansia ancora oggi perché avrete detto "Papà, mi sposo!" benché abbiate tutti una veneranda età.  C' è questa tentazione da parte dei genitori di ritenere il figlio cosa propria, proprietà privata. Invece, si ospita un figlio e ospitare dice che io accolgo una persona temporaneamente. Ma sono nella condizione di ospitare questa persona? Qui c'entra la responsabilità, cioè la possibilità di rispondere alla chiamata di Dio alla vita. C'è una chiamata di Dio, ma deve esserci anche una risposta. La risposta sta nella responsabilità perché responsabilità viene da respondeo. Vuoi rispondere? Sai rispondere? E come si risponde ad un figlio? Beh, innanzitutto, si risponde con la salute (ovviamente stiamo parlando in astratto, cioè stiamo parlando non "quando io sono già incinta" ma stiamo parlando a priori).  La possibilità di rispondere significa che noi stiamo bene perché vorrei dare a mio figlio una vita sana. Mi spiego? Allora lei non deve essere esaurita, lui non deve essere depresso; tutte queste cose rientrano nella responsabilità. Due persone che mettono al mondo un figlio da malate possono essere delle persone sante e possono essere delle persone irresponsabili allo stesso tempo. Dipende da quali sono le motivazioni per cui decidono di avere un figlio. Ma se mia moglie ha partorito un anno fa e il ginecologo dice "Signora, mi raccomando, perché lei ha avuto un parto difficile, un parto cesareo, diamo un po' di tempo" allora si chiede a me marito, per essere responsabile nei confronti di mia moglie e nei confronti di un figlio, di distanziare la prima maternità dalla seconda. Questo si chiama responsabilità. Allora la responsabilità richiede la salute. Due: la responsabilità riguarda i soldini. Ohibo', che c'entrano questi con la responsabilità? C'entrano, perché un figlio costa. E non costa solo quello che voi adesso immaginate, ma costa molto di più.  allora capite che il fatto che bisogna avere "i figli che vengono" non sta scritto da nessuna parte né tantomeno la Chiesa lo insegna. Forse l'ha insegnato in passato, ma in un altro contesto economico, sociale, culturale, ma, diciamo,  da  40 anni, 50 anni a questa parte, la Chiesa per prima ha parlato di paternità e maternità responsabili. Responsabilità significa salute, significa soldini, nei termini della possibilità di una vita decorosa. Non è che responsabilità significa che devo dare la porche a mio figlio quando fa 18 anni. No, questa è una esagerazione. Responsabilità non significa che devo andare per forza ad Oxford, può anche andare all'Università di Napoli. Però quello che è il minimo, io in partenza che faccio questa pianificazione familiare debbo poterlo offrire. Ci siete ancora? Siete vivi? Pronti? Attenti? Sto parlando di cose vostre, eh? Quindi dovreste essere interessati.

Terzo aspetto che non si mette molto in evidenza. Io ho lo spazio per questo figlio?Che non è solo lo spazio affettivo; il cuore è elastico, può abbracciare veramente tante persone. Ma è lo spazio fisico. Perché un figlio ha bisogno anche di uno spazio fisico che non significa che devo avere 150 stanze per avere un figlio, ma significa anche che non dobbiamo stare uno sull'altro creando poi problemi d'altro tipo. Un figlio significa anche spazio. Fermiamoci per adesso su questi 3 aspetti: salute psichica e fisica, piccolo budget per una vita onorevole e degna (per dirla col testo della Chiesa che si riferisce ad altre cose ma che sono inerenti al nostro tema), spazio.  Allora, capite che a partire già da questi canoni, cose molto semplici che vi ho detto, nasce una problematica d'ordine morale. Qual è la problematica morale? È, a partire dal fatto che ci sono questi problemi (quindi c'è la distanziazione tra una nascita e l'altra, ci sono i problemi economici, di spazio, io sto in cassa integrazione, tu stai esaurito), concretamente, una coppia, come deve vivere la sua vita intima (la vita sessuale dei coniugi) serenamente e stando tranquilli in coscienza quando sorgono di questi problemi? Chiarito l'interrogativo? Cioè voi dovreste dirmi: "Caro Padre, benissimo, vediamo che sei anche attento a queste cose per le quali ci sembrava che la Chiesa non avesse attenzione. Ma adesso, ci dici, di grazia, come si fa?". Non vi devo spiegare io come si fa, ma un padre, un educatore deve dare dei riferimenti. Perché il discernimento conclusivo e quindi il giudizio morale alla fine è affidato ad entrambi, alla coppia. Ecco, io stasera vi darò dei parametri. Ma state ancora all'introduzione? A volte, le introduzioni servono per situare meglio le conclusioni.

Partiamo da un presupposto importante ed è questo cioè la vita sessuale nel matrimonio non è un elemento secondario. Che scoperta! Lo so, ma adesso è bello che ve lo sentiate dire dal vostro Vescovo e non dal ginecologo e lo stesso ve lo direbbe il vostro Parroco, cioè che l'aspetto sessuale non è sottobanco, non è "non ne parliamo". No. Questo fa parte della Sacralità del Matrimonio perché non si fanno queste domande durante il rito, ma il Parroco o comunque la coppia, lui per lei o lei per lui, dovrebbe anche aver chiaro che ci si trova davanti ad un soggetto normale. Mi spiego? Perché se noi non siamo nella possibilità concreta di fare l'amore, perché succede anche questo, non possiamo celebrare il Matrimonio Sacramento. Vi dico questo, non per accendere la vostra fantasia ( non ce n'è bisogno, d'altra parte) ma per farvi comprendere come questo elemento non è secondario, ma è essenziale.  Conoscete l'adagio che il Matrimonio deve essere consumato che è un adagio di grande sapienza, ma anche di grande luminosità teologica, perché la consumazione del Matrimonio che non si vede ha valenza sacramentale, per cui se un Matrimonio l'abbiamo celebrato con tutte le firme, fotografie, bomboniere, ecc. però poi, alla fine, quando arriviamo al dunque, non è possibile porlo, tutto questo è stato inutile. Questo dà una luce molto bella sulla sessualità, a dire che la sessualità è un dono di Dio, viene da un disegno di una architettura dell'uomo-donna che è nella mente di Dio e tutto questo, vissuto in pienezza umana, è Gloria di Dio. Un Padre della Chiesa dice che la Gloria di Dio è l'uomo vivente, ma noi possiamo tradurlo e applicarlo a voi, che la Gloria di Dio è anche l'uomo e la donna che si abbracciano.

Primo elemento: la sessualità dono di Dio è una dimensione importantissima che connota il mio essere e che nel dialogo tra me e te è momento essenziale anche per la sacramentalità. Bene?

Numero due: questo incontro deve avere (non mi linciate subito) sempre una apertura alla vita. Poi mi spiego. Mettere per adesso sul display mentale. Questa danza che è tenersi per mano fino all'apice dell'amore, deve essere, diciamolo in una maniera più bella, deve essere feconda.

Faccio una domanda. Voi siete fidanzati da quanti anni? C'è qualcuno che è fidanzato da più di cinque anni? Domanda. Domanda che vi farà sorridere: in questi tredici anni, o cinque, ma anche dieci mesi, quanto il vostro amore è stato fecondo? È una domanda, badate, luminosa, cioè qualsiasi forma d'amore, anche una amicizia, se non è feconda, se non produce, non è amore, è un calesse. Pensavo fosse amore. Perché l'amore è di per sé fecondo. Allora c'è una fecondità anche nel fidanzamento. Forse lo dovremmo dire. Non lo diciamo perché rischiamo di essere fraintesi. Mi spiego? Se stiamo insieme da 13 anni, in qualche maniera abbiamo entusiasmato altre persone, ci siamo sopportati (13 anni di fidanzamento sono tanti, eh?), le nostre famiglie sono diventate più aperte: questa è una fecondità. L'amore vero è sempre fecondo. Quando non è fecondo, non è amore o si sta incancrenendo. Ciò detto, capite l'espressione che ogni incontro d'amore è aperto alla vita perché deve essere fecondo. Questa apertura, vi anticipo, non deve essere soltanto pensata e letta nei confronti del futuro. Cioè anche Don Luigi ed io, e loro tre che sono candidati al Presbiterato, siamo chiamati ad un amore fecondo perché se noi non abbiamo figli, nel senso ovviamente simbolico del termine, se non produciamo questi ambienti, la Parrocchia, il coro, ecc., significa che non va bene. L'amore è sempre fecondo. Bene?

Uno: la sessualità è un dono di Dio.

Due: la sessualità del Matrimonio è essenziale, è aspetto portante del Sacramento, deve essere posta in una maniera sempre feconda.  Questa fecondità non va solo nei confronti del futuro, ma va anche verso il passato. Per esempio, non è che l'apertura alla vita avviene solo a l'atto in cui noi facciamo il figlio e poi se ne parlerà. Perché tu, questo figlio, lo devi accompagnare per altri vent'anni. Mentre nelle specie animali, i cuccioli diventano autonomi velocemente, alcuni a l'atto della nascita, l'uomo ha il cammino più lento da questo punto di vista.  Quindi apertura alla vita è anche verso il futuro e verso il passato. Apertura alla vita riguarda anche voi due; cioè, i due dovrebbero generarsi reciprocamente. Guai quando questo non avviene più. Generarsi alla gioia, all'entusiasmo, ad una visione non pessimistica della vita. Ci sono alcuni (in particolare, gli uomini) che sono pesanti come dei pachidermi, non li smuovete di tanto. Allora, dovete anche vivere una fecondità rispetto all'altro; cioè la coppia non è feconda solo quando fa il figlio. È feconda quando innanzitutto i due si generano continuamente. Io spero che in questi anni o mesi di fidanzamento, voi vi siate sentiti bene, cioè rigenerati, perché se vi sentite male, non vi sposate. Se questo fidanzamento vi ha depressi, fermate la Fiera del mobile, mi spiego?

La vita sessuale dei coniugi deve essere sempre orientata alla vita. Qui entriamo in un dedalo di problematiche, perché se dobbiamo essere sempre aperti alla vita concretamente, attualmente questa possibilità non può essere continua, altrimenti noi faremmo un figlio all'anno e contravveniamo all'aspetto della responsabilità.  Allora, entriamo dentro la problematica che mi piace introdurre così. Voi avete fatto un piano di battaglia? Avete fatto un progetto di coppia? Spero di sì. Questo i parroci non lo chiedono, ma dovrebbero chiederlo. Cioè come vivere la nostra famiglia? Come si deve sviluppare? Ovviamente qui starete pensando, ma che lo facciamo a fare questo progetto, tanto progettiamo una cosa e ne viene un'altra.  È importante per entrare nel Matrimonio con una sorta di biglietto da visita con cui confrontarsi di tanto in tanto.  Poi le vicende della vita vi porteranno in un altro luogo, dice Gesù "dove voi non vorrete", però l'importante è averlo. Per esempio, noi pensiamo d'avere quanti figli.?Voi? (Risposta: Due) Voi? Quelli di tredici anni di fidanzamento? (Risposta: Due) Come! Tredici anni di fidanzamento! In fondo? (Risposta: Una squadra di calcetto)  Seriamente...(Risposta: Almeno due). Allora, va escluso dal progetto il figlio unico perché significa farne il figlio di papà, superaccessoriato e che diventa una frana. Direi che anche farne due è un po' problematico perché si crea una grande bipolarità, un grande contrasto, quindi l'ideale è tre. Tanto questo è il biglietto di ingresso. In uscita sarà tutt'altro dopo il giro nel Luna-Park. Tre sarebbe l'ideale perché si crea un po' di movimento. Se poi siete miliardari e vi potete permettere 4,5,6, ancora meglio! Ma sto parlando di condizioni di spazio, di salute, di soldini, secondo la norma e non tirano tempi buoni da questo punto di vista purtroppo.  Ciò detto, nasce il problema di quando averli. Quando, soprattutto, nella distanza. Non dopo 5 anni di matrimonio, perché questo diventa già un motivo di partenza di immoralità, vi direi apertamente. Cioè se noi pensiamo di sposarci e poi avremo un figlio tra 10 anni, scusate, io vi chiedo, e perché vi sposate? Come fate a mantenere per 10 anni una coscienza retta da un punto di vista morale? Perché non ci sono motivi che ostacolano la nascita di questo primo figlio. Il primo non è che lo dobbiamo fare in viaggio di nozze e lo portiamo già impacchettato a casa, ma, voglio dire, una motivazione facciamo un figlio tra 5 anni già partiamo...perché in questi 5 anni l'aspetto dell'apertura alla vita dov'è? Cade già tutta l'impalcatura.

Fabio e Annalisa hanno deciso di avere 3 figli (uno ce lo metto io). È nato Vittorio. Tutti contenti: Battesimo, bomboniere, ecc. Allora adesso vorremmo aspettare due anni perché ci sembra un congruo tempo e poi aprirci alla seconda maternità ma, Annalisa rimane incinta dopo 5, 6 mesi. Comunque rimane incinta e quando la vita è partita, è partita e non ci sono scusanti e scappatoie. Per cui loro si trovano, nel giro di un anno e mezzo con già due figli, ne avevano messi in cantiere 3 e stiamo appena agli inizi! Ora mettiamo il caso che il lavoro non vada tanto bene, insomma è un momento difficile. Lo stipendio è uno, lei non lavora, quindi si pone il problema economico. Come facciamo, visto che siamo già a 3/4  del nostro progetto e abbiamo ancora molti anni davanti di vita coniugale? A questo ha risposto Paolo VI in una Enciclica (Paolo VI è un Papa, perché i nomi per noi sono consueti, ma non tanto per voi). Scrisse una Enciclica  che si intitola Humanae Vitae. Ascoltatemi bene. Il Papa, allora eravamo negli anni Settanta? Sì, negli anni Settanta, c'era il problema della pillola (non quella per il mal di testa ovviamente) e quindi si faceva pressione sul Papa perché si esprimesse sulla possibilità di ricorrere a questo espediente che la scienza metteva a disposizione. La risposta fu tassativa e negativa rispetto all'utilizzo della pillola per regolamentare le nascite. Però il Papa diede una possibilità, ovviamente, non lui personalmente; il Papa esprime il sentire della Chiesa e quindi quello che insegna, lo insegna per il bene dei fedeli a nome della Chiesa. Piccola parentesi. La Chiesa, quando deve dare delle indicazioni, fa riferimento alla Parola di Dio e qui, di riferimenti espliciti, non ce ne sono sul tema delle regolazioni delle nascite. Poi fa riferimento all'insegnamento precedente, fa riferimento anche alla legge naturale. Legge naturale che significa? Significa che ci sono dei meccanismi nel creato che parlano di una possibile risposta a delle problematiche che noi ci poniamo. Bene. Qual è questa indicazione in merito al nostro problema? È il ciclo mestruale. Non è mia competenza istruirvi in materia, qui diamo i principi. Cioè tutto quello che non intacca né da un punto di vista meccanico, né da un punto di vista chimico, dall'esterno, l'equilibrio della coppia, ma è letto all'interno di questa ciclicità, può essere utilizzato. Va bene? Quindi da un lato, la Chiesa disse no alla contraccezione chimica (la pillola), dall'altro, maternamente, ma che devono fare, si devono suicidare questi due? C' è già, nella trama del corpo femminile, una risposta, ed è l'attenzione al ciclo. Coloro che hanno sentito questa cosa, si imbattono in una ulteriore difficoltà. Nel caso che Annalisa ha un ciclo equilibrato, senza sbalzi, non è schizofrenica, allora possono, tranquilli, in attesa che venga il tempo per questo figlio, utilizzare un metodo naturale per questa distanziazione. Ma adesso vi faccio il caso in cui in nostri due protagonisti, dopo 13 anni di fidanzamento eroici, perché ci vuole un eroismo per fare 13 anni di fidanzamento, si dovessero trovare in una condizione in cui neanche il metodo naturale è possibile adottarlo. Attenti, questa è una situazione limite che vi sto dicendo, però meglio equipaggiarvi per il peggio. Per esempio, mettiamo il caso che Fabio viene portato in giro per l'Europa come una pallina da ping-pong continuamente e quindi non sta a casa stabilmente. Quindi ora arriva di giovedì, poi dopo 15 giorni, poi Tokyo, i fusi orari si incominciano a confondere in mente e diventa un po' problematico. Questa modalità di utilizzo richiede anche una certa stabilità di vita. Allora, una volta Fabio non va, una volta Fabio viene e dice Va bene, beviamoci su. Mettiamo il caso che Fabio a Tokyo  (Risposta: Trovo qualcuno). Perché vi faccio questo caso?  Perché ve l'ho un poco esasperato? Perchè, a volte, i colori forti , aiutano ad imprimere. A volte, l'osservazione un po' chiusa di una norma può portare un problema più grave. Apro parentesi.  L'equilibrio dei vostri figli dipenderà anche dalla qualità della vostra vita sessuale. Chiusa parentesi. Voi, se siete sereni, dovete ringraziare i vostri genitori che vi hanno trasmesso serenità e dobbiamo dirlo adesso, la serenità che ci hanno trasmesso è anche segno della loro più o meno serenità sul piano sessuale. Quindi, ho aperto una parentesi per dire che, se voi non state bene, non stanno bene anche i figli. Per cui, fecondità è anche far star bene i figli che abbiamo: che non vengano su esauriti già a 5 anni, 7 anni o a 13.

Vado verso la conclusione perché ho già sforato. Allora, via principale: apertura alla vita. Nel caso in cui una coppia, tra le 25 presenti, si dovesse trovare nella reale impossibilità di percorre la via dei metodi naturali, allora voi potete temporaneamente vedere sospesa una norma che rimane valida per tutti ma può, nel caso specifico, proprio per tenere unita la coppia, vedere sospesa temporaneamente questa norma con, attenti, aguzzate bene le orecchie, altrimenti mi mandate al rogo, con l'attenzione di utilizzare un metodo oggettivamente illecito, ma soggettivamente, nel caso drammatico che stiamo vivendo, possibile, ma con l'attenzione che non sia un metodo contraccettivo abortivo. I contraccettivi meccanici o chimici che impediscono la fecondazione possono essere temporaneamente utilizzati, ma quando però, Fabio riceve di nuovo i clienti di prima e quindi, vengono meno i motivi, la coppia rientra nell'alveo principale. Attenti, e chiudo, che anche l'utilizzo di un metodo naturale, senza le motivazioni giuste, diventa immorale, cioè non è il metodo immorale, ma è la motivazione, per cui uno dice "No, io utilizzo i metodi naturali". Sì, ma per andarsi a fare i viaggi, perché dobbiamo farci la casa in montagna, la piscina e allora sì stai utilizzando un metodo che la Chiesa consiglia, ma lo stai utilizzando immoralmente. Ricordate che molto vale nella intenzionalità, cioè che cosa ci muove a fare questa scelta. Più o meno ho detto tutto, spero senza avervi fatto crescere la barba eccessiva, però questi sono problemi con i quali voi dovrete convivere per decenni e decenni, quindi l'importante è percepire quali sono i riferimenti morali per poi formulare un giudizio morale, nel caso della nostra coppia. Come ho cominciato, così finisco:" Siete disposti ad accogliere responsabilmente e con amore i figli che Dio vorrà donarvi ed educarli secondo la legge di Cristo e della Chiesa?". (Risposta:Sì!)

Il testo, tratto direttamente dalla registrazione, non è stato rivisto dall'autore.

 
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