La Parrocchia
S.E.Mons. Arturo Aiello
SACRAMENTO della CONFERMAZIONE, Solennità di Pentecoste, Teano - 11 Maggio 2008 Latest ACG News
| SACRAMENTO della CONFERMAZIONE, Solennità di Pentecoste, Teano - 11 Maggio 2008 |
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| Scritto da Teresita | |
| Wednesday 21 May 2008 | |
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Domenica, 11 Maggio 2008 - Cattedrale di Teano Celebrazione Giubilare del Sacramento della Confermazione
Presiede il Vescovo della Diocesi di Teano - Calvi
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Saluto Iniziale Oggi solennità di Pentecoste si porta a compimento e si conclude il Tempo di Pasqua, festa della maturità, festa della pienezza, e per voi cresimandi festa della maggiore età. La Pentecoste della vostra vita coincide con la Pentecoste liturgica che ci disponiamo a celebrare con sentimenti di riconoscenza e di pentimento. Per tutte le volte in cui abbiamo imbavagliato lo Spirito Santo non permettendogli di parlare, per le volte in cui Gli abbiamo tarpato le ali impedendogli di volare, per i peccati contro lo Spirito chiediamo umilmente perdono. *** Omelia di Sua Eccellenza il Vescovo
Cari fratelli e sorelle, come vi dicevo all'inizio della celebrazione, poniamo il sigillo anche alla Pasqua 2008 attraverso la solennità e nella luce e nel fuoco e nel soffio della Pentecoste, una grazia che ha cominciato a soffiare duemila anni fa e che per lo più resta ancora tutta da scoprire e da utilizzare. Questa grazia è legata alla visita che la prima Chiesa riceve dello Spirito Santo, e come Gesù ha promesso di rimanere, come abbiamo ascoltato nel vangelo dell'Ascensione domenica scorsa, sino alla fine dei tempi, così lo Spirito è sceso per rimanere nella Chiesa fino alla fine dei tempi, perché la Chiesa non abbia a perdersi, a perdere il suo Signore, a perdere la vitalità della Parola, a perdere la salvezza. Quindi non stiamo qui a ricordare una grazia ma a farla rivivere dentro di noi, nel senso che questa effusione dello Spirito Santo che è come una ventata di giovinezza, attraversa la vita della Chiesa, e tutto quanto di bene avviene nella Chiesa e nel mondo è opera dello Spirito Santo. Quello che dirò riguarda tutti ma in modo speciale riguarda i ventisette cresimandi che ricevono oggi personalmente e in una maniera indelebile la grazia dello Spirito nel sacramento della Confermazione. Guardiamo i segni che accompagnano la descrizione della prima Pentecoste. Innanzi tutto i discepoli sono riuniti timorosi, paurosi, senza coraggio, pavidi come siamo noi, abbiamo paura del giudizio degli altri, abbiamo timore di affermare la nostra fede particolarmente oggi in cui sembra che tutte le fedi siano uguali e quindi ognuno può scegliere la sua come in un supermercato religioso, anche noi siamo presi, attanagliati dalla paura di uscire dalle chiese gridando, di uscire dal chiuso delle nostre celebrazioni per invadere il mondo. Bene, quei discepoli timorosi come noi, intimoriti dalle potenze del mondo dell'epoca, l'Impero Romano, la cultura greca, quei discepoli timorosi sono diventati testimoni e anche noi oggi e in particolare voi cresimandi ricevete questa grazia di passare dal timore al coraggio, dalla paura alla forza, forza di parola, forza di testimonianza, forza di sguardo, forza di gioia, alla forza di - come diremo nelle promesse battesimali - di gloriarci di far parte della Chiesa, diremo nella professione di fede che noi ci gloriamo di professarla, ci gloriamo delle cose belle e si gloriano coloro che sono coraggiosi, che invadono il mondo sapendo che riusciranno ad abbatterne le potenze. Questo è il primo frutto della Pentecoste, di quella come di questa di oggi, di quella del passato come di questa, quindi se tu hai paura, paura di crescere, paura di amare, paura di testimoniare, paura di uscire allo scoperto, riceverai oggi, nella misura in cui ovviamente sarai ricettivo, riceverai forza per diventare coraggioso. I discepoli erano riuniti con Maria, Maria diventa il punto di riferimento nella vita della Chiesa prima della discesa dello Spirito Santo, in Lei lo Spirito ha già agito all'atto in cui l'ha fecondata per renderla Madre del Redentore, anche noi siamo riuniti intorno a Lei, perché Maria è la Madre, perché la madre è la Chiesa, perché quest'anno, straordinariamente, per la Pasqua prematura che abbiamo vissuta, la Pentecoste coincide anche con il Mese di Maggio dedicato a Maria, e quindi rivolgiamoci a Lei dicendo: "Madre, prepara il nostro cuore, fa' che crediamo alle parole dell'angelo, fa' che non ci tiriamo indietro quando ci viene proposta una strada, un'immagine di noi superiore alle nostre forze, aiutaci ad affrontare la vita, costi quello che costi, perché la fede è un'avventura degna di attraversare e di trasformare, di rendere opera d'arte la nostra esistenza. Quindi primo elemento: dalla paura al coraggio; secondo elemento: raccolti intorno alla Madre come figli che hanno paura del mondo e che debbono essere educati ad andare, a diventare grandi, e terzo elemento: il vento. Dice l'autore degli Atti, come abbiamo ascoltato nella Prima Lettura, che un vento gagliardo si abbatté su quella casa, su quella stanza alta che era la stanza, il cenacolo, ancora oggi visitabile a Gerusalemme, dove i discepoli avevano fatto esperienza di comunione con il loro Maestro prima del fallimento, della condanna e della Crocifissione, si riuniscono là perché quello è il luogo del ricordo, ma hanno le porte chiuse, e questo vento viene a scardinare le porte, è un vento segno di Dio, perché il vento ha sempre avuto questo alone di mistero, ancora oggi nonostante tutti i progressi della scienza il vento, i venti rimangono ancora tutti da scoprire. Come nasce un vento? come muore un vento? E che il vento sia forte a volte drammaticamente ne facciamo esperienza in questo sradicamento anche degli alberi più forti in assoluto, che forse sono i baobab in Africa, e che stravolge una geografia. Il vento è misterioso, Gesù l'aveva detto anche a Nicodemo, non sai da dove viene e dove va, così è di chi è nato dallo Spirito. Il vento in natura è anche un elemento fecondante, perchè il vento oltre a portarvi le allergie, per quelli tra voi che ne soffrono, è anche portatore di pollini, e quindi gli innesti, gli incroci in natura avvengono sulle ali del vento. Questo evento naturale viene desunto come simbolo dello Spirito che stravolge una geografia, una vita, che spinge, che scardina ma anche che feconda, che porta pollini da lontano, a volte a distanza di chilometri e chilometri e centinaia e centinaia di chilometri arriva da noi la sabbia del Sahara a sporcare i parabrezza delle nostre auto. Quanti chilometri ha percorso quella sabbia, da dove viene, chi l'ha portata? Il vento. Insieme con la sabbia arrivano anche questi profumi, questi odori, questi pollini, per cui uno si può trovare incinto o incinta a primavera senza sapere come. Com'è successo? Opera del vento. Tutta questa simbologia, capite, a cui erano credo più sensibili di noi gli antichi, viene desunta come simbolo teologico. È lo Spirito, quindi lo Spirito viene a rendere feconda la tua vita, e a te sembra d'aver sbagliato, d'essere un fallito, una fallita, e invece questo vento ti porta nuovi profumi, ti porta primavera, ti porta frutti. La festa della Pentecoste per gli Ebrei era la festa della mietitura; voi dite: "ma da noi il grano non è ancora maturo", e sì, dobbiamo spostarci un po' più a Sud, dove fa più caldo, e quindi il grano matura prima; la Pentecoste era il giorno o il periodo delle messi, e quindi del ringraziamento a Dio che ha fatto spigare il grano, e su questa festa entra poi la festa cristiana, a dire che il vento dello Spirito ti fa spigare, cioè ti fa portare frutto. Sei morto, il chicco di grano se non muore rimane solo, parole di Gesù, ma da quella morte è poi nata una vita, è nata una spiga, da un chicco cinquanta chicchi, da un chicco cento chicchi, da un chicco venticinque chicchi, opera dello Spirito. Quindi elemento vento, poi elemento fuoco, perché -dice sempre il racconto degli Atti - si posarono sulla testa di ciascuno degli Undici, ma anche su quella di Maria, delle lingue come di fuoco; ovviamente sono simboli, perché anche il fuoco ha come il vento questa potenza distruttrice, trasformatrice, illuminatrice, di riscaldamento, e sono tutti elementi legati allo Spirito Santo. Allora dalla Pentecoste si esce infiammati; se il vento ti feconda, e quindi dalla Pentecoste esci incinta, incinto, gravido, dal fuoco esci riscaldato, illuminato, illuminante. Immaginate se questi 27 e tutti noi usciamo alla fine di questa celebrazione infiammati, che effetto potremo fare sugli altri! La chiesa è fredda. La Sequenza, che abbiamo letto allo Spirito Santo, che dovreste imparare a memoria una buona volta, perché è una delle preghiere antiche sullo Spirito che vale la pena ridire più volte prima delle scelte importanti, prima di uscire di casa per un esame, ecc., utilizza a questo proposito la parola "frigido". "Scalda - abbiamo detto - ciò che è gelido", ma in latino la traduzione più letterale è: scalda ciò che è frigido. Voi siete preoccupati della frigidità legata alla sessualità e non vi preoccupate della frigidità spirituale, cioè non ti riscalda niente, non ti entusiasma niente, niente ti fa vibrare, è preoccupante questa frigidità dello Spirito, cioè un gelo!, come se i ghiacciai, anziché diminuire, come avviene in natura, arretrare, stessero avanzando purtroppo nella vita del mondo, e Dio non voglia anche nella vita della Chiesa, rendendo insensibili i cuori. Allora le fiamme che si poggiano sul capo sono espressione di questo fuoco. Voi conoscete credenti infiammati? credenti infiammabili? credenti che trasmettono questa voglia, questa frenesia del vangelo? Non credo che ne conosciate molti, purtroppo per noi e per voi, eppure il credente deve essere così. Ultimo elemento. Il frutto concreto, visibile, oltre questi simboli della Pentecoste, è il fatto che, vinta la paura, i discepoli escono sulla piazza, sono le dieci del mattino, dice il testo degli Atti, e cominciano a predicare e, ohibò, a Gerusalemme ci sono, come avete ascoltato, abitanti della Mesopotamia, del Ponto, della Frigia, della Panfilia, ecc., ad indicare tutte le regioni del mondo conosciuto e tutti percepiscono l'annuncio del Vangelo nella propria lingua nativa. Cosa significa questo effetto della Pentecoste? Significa che lo Spirito ti fa parlare una lingua comprensibile a tutti; non vi aspettate, come ho detto altre volte, di uscire laureati in lingue straniere da questa celebrazione, ma aspettatevi di uscire laureati e potenziati nella possibilità di parlare la lingua che gli altri possono comprendere. Quelli tra voi che sono genitori sentono il disagio di parlare ai propri figli: parlo ma mio figlio non mi ascolta; oppure: parlo con mio marito ma è come se non esistessi; o il figlio parla con i genitori ma li sente lontani, o gli insegnanti parlano con gli alunni ma non riescono a stabilire un feeling. Massimiliano, che è animatore e presidente di A. C., parla forse con gli "accierrini" e con i Giovanissimi e non riesce a farsi capire, com'è? Com'è questo fatto? Lo Spirito ti dà la possibilità di gettare ponti, quindi, se tu avverti questa incomunicabilità con tuo figlio, con tuo marito, con il ragazzo del tuo gruppo, con il tuo fidanzato, con..., chiedi la forza dello Spirito che ti dà il dono, si dice in termini tecnici, della glossolalia (dimenticatelo il termine, ma l'avete già dimenticato), che significa questa possibilità di parlare in lingue diverse. Allora parlo con un bambino, mi inchino e parlo la sua lingua, non posso parlare da adulto con un bambino; parlo con un adolescente... gli adolescenti hanno i loro linguaggi criptici, però se io sono sotto l'azione dello Spirito, invoco lo Spirito Santo, riuscirò a stabilire anche un rapporto con gli adolescenti, e così con il marito, e così con la Società, anche la Chiesa ha un estremo bisogno di farsi capire. Io spero che voi mi stiate intendendo non solo come voce che vi arriva, come suono, ma come contenuto, allora i vescovi parlano, ma spesso parlano, e accuso anche la mia categoria, così come se parlassero a tutti e a nessuno, parlano un linguaggio "ecclesialese", come i politici parlano in politichese, cioè un'altra lingua, la gente non li capisce, voi non ci capite. Voi capite quando parla Don Tommaso? cioè ci capiamo? Capire è una cosa importante, se non ci capiamo stiamo perdendo tempo, anch'io ne sto perdendo e anche voi, perché ci stiamo così sfiorando senza incontrarci veramente. Vi sto dicendo in altri termini - e chiudo - che questa grazia dello Spirito non è un optional, cioè chi ha tempo da perdere si può cresimare, chi ha tempo da perdere dica la Sequenza allo Spirito Santo, chi non ha niente da fare... No, è un fatto vitale, altrimenti tu ti chiudi nel tuo mondo, tu Chiesa, tu vescovo, tu parroco, tu genitore, tu educatore di A. C., tu insegnante... e gli altri vanno per i fatti loro, e non ci incontreremo più perché andiamo verso cammini divaricanti che ci allontanano sempre di più, mentre invece lo Spirito ci fa incrociare. Mi sono spiegato? Spero di sì, che voi non abbiate solo sentito una cascata di parole ma abbiate anche inteso lo Spirito Santo. Forse serve, forse cresimarsi è utile, e non basta, poi la Cresima celebrata se non c'è anche l'adesione della vita; senza Cresima, senza Spirito Santo diventiamo tutti muti e tutti carcerati nella incomunicabilità. E allora mi fermo un attimo, e io come Vescovo, Don Tommaso come parroco, ciascuno di voi, come insegnante, come genitore, come educatore, dica: Vieni Spirito Santo perché questa è una babele. Il contrario della Pentecoste è babele, cioè dove tutti parlano ma nessuno si incontra, tutti parlano ma non ci si capisce e il mondo rischia di andare verso la babele se non viene lo Spirito-vento, lo Spirito-fuoco, lo Spirito-lingua, comprensibile a tutti, lo Spirito-coraggio. Vieni Spirito Santo. E allora per darvi il buon esempio recito io la Sequenza allo Spirito Santo così la imparate anche voi.
Vieni, Spirito Santo, manda a noi dal cielo un raggio della tua luce.
Vieni, padre dei poveri, vieni, datore dei doni, vieni, luce dei cuori.
Consolatore perfetto, ospite dolce dell'anima, dolcissimo sollievo.
Nella fatica, riposo, nella calura, riparo, nel pianto, conforto.
O luce beatissima, invadi nell'intimo il cuore dei tuoi fedeli.
Senza la tua forza, nulla è nell'uomo, nulla senza colpa.
Lava ciò che è sordido, bagna ciò che è arido, sana ciò che sanguina.
Piega ciò che è rigido, scalda ciò che è frigido, drizza ciò ch'è sviato.
Dona ai tuoi fedeli che solo in te confidano i santi sette doni.
Dona virtù e premio, dona morte santa, dona gioia eterna. Amen. Alleluia.
*** Il testo, frutto di registrazione, non è stato rivisto dall'autore.
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| Ultimo aggiornamento ( Thursday 22 May 2008 ) |
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