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S. MARIA VERSANO - 23 Maggio 2008 PDF Stampa E-mail
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Scritto da Teresita   
Thursday 29 May 2008

SANTA MESSA

OMELIA DI S. E. MONS. ARTURO AIELLO

Vescovo della Diocesi di Teano-Calvi

S. Maria Versano, 23 Maggio 2008

Saluto iniziale

Le vostre comunità parrocchiali sono in festa per la visita di Maria. Vorrei ricordarvi, innanzitutto, che Maria ci visita ogni giorno, non solo quando arriva una immagine, perché Maria è la Chiesa, è con la Chiesa, è nella Chiesa ma, mi rendo conto che l'attesa diventa più forte, la percezione della sua maternità più intensa quando, come in questi giorni, siamo visitati anche da una immagine e noi abbiamo bisogno delle immagini, perché abbiamo gli occhi e dobbiamo vedere, abbiamo le orecchie e dobbiamo sentire. La fede passa attraverso i sensi, anche attraverso la vista e questa immagine della Madonna di Fatima diventa uno stimolo per queste comunità parrocchiali visitate.

Chiediamo d'essere all'altezza di questa visita, di non banalizzare questo appuntamento, soprattutto che abbia uno strascico di impegno e di fede rinnovata.

Iniziamo con un atto di pentimento, confessando i nostri peccati.

Omelia

     Cari fratelli e sorelle,

il Vescovo condivide con voi questo momento. Ho guardato nel calendario di questa tre-giorni che le due parrocchie vivono in clima mariano e ho scelto questo momento, solo perché era l'unico possibile da poter condividere con voi.

Il vostro Parroco mi ricordava qualche istante fa, e lo faccio io al suo posto, "Diamo il benvenuto alla Madonna perché S. Maria Versano è il giardino della Madonna".

Giardino della Madonna non è solo la parrocchia, ma dovrebbe essere ogni persona, ogni cuore. Il Vescovo è venuto ad augurarvi che questo momento non sia isolato.

Quando una persona viene a farci visita, ci visita per un po' di tempo, poi se ne va. Se una visita è ritenuta importante, lascia un'eco, lascia una scia di grazia. Dopo una visita grande, si diventa grandi, si prendono dei saldi propositi e si portano avanti. Guai se quella grazia rimane chiusa a questi giorni. È come essere visitati da Dio, noi siamo continuamente visitati da Dio nei Sacramenti e poi ciascuno continua la sua vita come se nulla fosse accaduto.

Ho letto a Borgonuovo "Benvenuta, Maria", ma come ho detto all'inizio della celebrazione: forse che Maria non è già con noi? Santa Maria Versano, per coloro che abitano qui, dovrebbe significare che Maria abita con noi sempre e questo vale anche per le parrocchie che non abbiano il titolo mariano nella intestazione del paese o della parrocchia.

Seguiamo per un attimo le tracce del Vangelo che Don Peppino ci ha proclamato, un Vangelo che conoscete bene, ma che é sempre stimolante perché parla di una visita, la visita di Maria ad Elisabetta, secondo Mistero Gaudioso per quelli, fra noi, che recitano il Rosario. Che significato ha avuto quella visita? Innanzitutto, non è solo la visita di Maria, questo è importante. Non è solo una donna che visita un'altra donna, ma una donna in attesa che visita un'altra donna in attesa. Quindi i protagonisti che si vedono sono due, ma in realtà sono...Quanti sono?

Quattro, bravi. Ve lo chiedo per sapere se mi state seguendo o mi sto parlando addosso. Sono quattro. Chi sono questi protagonisti? Maria, Elisabetta, Gesù e Giovanni. Bene. A volte, anche quando noi ci incontriamo ci sembra che ci incontriamo solo noi, ma in realtà si incontrano anche altre persone. Faccio un esempio: mentre io qui mi chiedevo (perché mi è venuta in mente la foto del vostro concerto di Natale), era tua moglie che era incinta? Ecco, questo bambino è nato. Poi ho guardato all'atto penitenziale e ho visto che c'era la moglie con...  quanto ha il bambino? Come si chiama? Vincenzo Maria. Allora, quando ci siamo incontrati nel concerto di Natale, Vincenzo Maria non si vedeva, stava nel pancione della sua mamma e già allora ho detto: attenti che non siamo soli, non siamo solo "noi ci guardiamo negli occhi", ma c'è anche un bambino che canta in questo coro. Stasera, a distanza di cinque mesi, io incontro Vincenzo Maria. Facciamo conoscenza: "Piacere, sono il tuo Vescovo" e lui "Piacere, mi chiamo Vincenzo Maria" anche senza parlare ancora. Questo per dirvi che cosa, che a volte ci incontriamo noi, ma dentro di noi c'è un mistero. Voi in questo momento incontrate una persona, questa persona si chiama Arturo, ma sapete che voi non incontrate solo Arturo, ma incontrate il vostro Vescovo e nel vostro Vescovo incontrate la Chiesa. Allora, vedete, che ci siete voi e ci sono io, ma poi c'è il Vescovo, c'è la Chiesa di Teano-Calvi che il Vescovo rappresenta; dovunque va il Vescovo c'è tutta la Diocesi, tutti preti, come se qui ci fossero tutti i preti, tutte le suore, tutti i laici, tutti i bambini, tutti gli adolescenti, tutti gli adulti, tutti gli anziani della nostra Diocesi. Non potremmo contenerli e allora avete accolto un condensato. Questo condensato, purtroppo per voi, sono io. Allora, chi stiamo incontrando? Stiamo incontrando la persona Arturo? Stiamo incontrando il Vescovo? Stiamo incontrando nel Vescovo la Chiesa? Capite? Perché è come se il Vescovo fosse "incinto" della Chiesa, della Chiesa di Teano-Calvi, sempre incinto...voi non mi vedrete mai col pancione perché il Vescovo è magro ma, idealmente, spiritualmente, il Vescovo è incinto. Di voi! Della vostra Chiesa! Della nostra Chiesa! Allora, ci tocchiamo, ci guardiamo, ma in realtà c'è qualcosa di più profondo.

Questo accadde anche quando Maria visitò Elisabetta. C'era lei. C'era questa parente, noi diciamo cugina, ma il Vangelo non lo dice. Dice parente, eh? Anche Elisabetta, sua parente, dice l'Angelo a Maria, ha concepito e questo è il sesto mese per lei che tutti dicevano sterile. Quindi c'è questa parente anziana che ha un bambino in tempi insperati, ma c'è anche Gesù, c'è anche il Battista, c'è anche la Redenzione, c'è anche il Battesimo che i due bambini si daranno: il Battista battezzerà il Figlio di Maria, con un Battesimo diverso, per inteso, dal nostro.

Allora, cosa vuol dire il Vescovo? Vuol dire che voi, in questo momento, non accogliete solo Maria, perché Maria senza bambino non è Maria. Voi dite "Ma qui il bambino non c'è", perché nell'immagine della Madonna di Fatima, come nell'immagine della Madonna di Lourdes, come nell'immagine dell'Immacolata, noi non rappresentiamo la Madre con il Bambino, ma ce l'ha dentro! E allora, dice Maria: "Io sono contenta dei palloncini azzurri, celesti che ho visti in giro ma, attenti! Che non sono importante di per me, eh? Io sono importante perché sono la Madre di Gesù. Noi non staremmo qui a ricordare Maria di Nazareth se, dopo 2000 anni, non facessimo memoria del fatto che è Madre. Di chi sei madre? Quando eravamo piccoli, quindi anche molti di voi della mia età, venivate indicati dai genitori. A chi sei figlio? Eh? Invece, adesso lo sanno bene le mamme giovani, anche la giovanissima mamma non sarà riconosciuta come la mamma, come il "figlio di" ma, quando crescerà questo bambino, andrà alle feste, andrà all'asilo, perché adesso le feste si fanno già a 3 anni, 4 anni, negli alberghi e nei ristoranti , verrete indicati voi due come i genitori. "Chi sono quei due?" e diranno i coetanei "Sono i genitori di".

Maria è "la mamma di". È Gesù che dà lustro, fulgore, santità a quella Madre. E allora Maria dice "Tu mi hai accolto, ma accogli mio Figlio? Perché siamo in due". Voi pensavate di accogliere solo la Madonna...Era comodo accogliere una donna. Ma una donna non è sola, non è mai sola. Una donna è madre e qui le cose si fanno più complesse, cari miei, perché questo bambino, non è un bambino qualsiasi, ma è il Figlio di Dio incarnato e ha parlato! E ci ha detto cose dure da viversi, cose difficili da realizzare. Maria le ha realizzate perché ha creduto e noi crederemo? Perché l'accoglienza di Gesù, e quindi l'accoglienza della Madre, la si vede, la si verifica dal grado di accoglienza del Vangelo. Ecco perché una peregrinazione di una immagine, di una statua della Madonna (ricordatevi che questa è una statua, anche quella è una statua, sono delle immagini), ma qualsiasi immagine noi veneriamo è un segno che ci rimanda ad una persona vera. Le statue non parlano, adesso vi sto parlando io, ma la statua della  Madonna di Fatima avete sentito che ha detto qualcosa in questi giorni? Sì o no? No. Meno male... Perché se incominciate a dire "Mi ha parlato" può darsi che ci sia qualche problema. Non ha parlato, ma ha parlato di Dio e ha parlato abbondantemente. Allora, il Vescovo si chiede e Maria, attraverso il Vescovo vi chiede: le famiglie di Versano, di S. Maria Versano, di Borgonuovo che sono state visitate dalla Madonna, sono in pace tra loro? Cominciano le cose difficili. Queste famiglie sono cristiane? I mariti e le mogli si vogliono bene? Sono fedeli? Incominciamo a farci piccoli, piccoli, perché voi starete pensando: "Ma che c'entra? Noi abbiamo fatto la festa alla Madonna". Sì, ma la festa alla Madonna diventa vera nella misura in cui ascoltiamo il Figlio perché alle nozze di Cana, una delle poche parole che Maria ha detto nel Vangelo è "Fate tutto quello che Egli vi dirà". Questo è il testamento di Maria.

Il Vescovo vi affida questa parola: "Fate tutto quello che Egli vi dirà". Non lo dico io, l'ha detto Maria. Lo dice ai servi che sono un po' imbarazzati  perché è venuto a mancare il vino, ma lo dice alla Chiesa, lo dice a tutti i credenti, lo dice a coloro che si rivolgono a Lei e vorrebbero solo avere una madre. Ma tu non puoi avere una madre tutta per te, tu non sei Figlio unico, tu hai un altro fratello che si chiama Gesù che è anche Maestro e hai anche gli altri come fratelli e vedete che qui le cose si complicano. Si complicano, perché ognuno di noi ha un rancore, ognuno di noi ha una divisione in famiglia, il vicino di casa ha alzato un muro e gli abbiamo fatto causa, poi abbiamo diviso l'eredità ed è finita la pace familiare e poi mia moglie mi ha stufato e allora me ne sono trovato un'altra, ecc. ecc. e qui...qui casca l'asino, cioè qui si vede se siamo veri cristiani o se stiamo fingendo e allora stiamo a fare una PARATA. Sapete cos'è una parata? Una parata militare... cioè una rappresentazione, poi ognuno torna  a casa sua, ai suoi affari più o meno loschi, ai suoi sentimenti più o meno sani e diciamo: "Maria, tornatene da dove sei venuta. Noi continuiamo la nostra vita" e così la grazia si perde.

Sto riuscendo a essere chiaro? Anche se vi fa male quello che vi sto dicendo. Ma è l'unico modo, perché la grazia di questa visita non diventa inutile, perché poi la statua va via, noi abbiamo le nostre statue che non hanno nulla da invidiare a quella che abbiamo ospitato, sono Sante anche le nostre statue, rimandano allo stesso Mistero di Maria, ma ciascuno torna, dice il poeta, nella poesia che ricordavamo, imparando da bambini "Torna al lavoro usato" cioè a come eravamo prima e, invece, e chiudo, don Peppino, il vostro Parroco, anche lui è stato visitato. Anche Don Peppino deve cambiare! Cambierà Don Peppino? Speriamo. Quindi, Don Peppino e i parrocchiani di Versano, di Santa Maria  Versano, di Borgonuovo, tutti a dire "Oggi è una giornata nuova, ci ha visitati la Madonna, è venuta a casa nostra, allora vita nuova". Cerchiamo di fare quello che ci dice il Figlio. Questo è l'augurio del Vescovo che adesso poniamo sull'altare perché non abbia a essere solo un nostro desiderio, ma sia avvalorato dal Sangue di Gesù che stiamo per offrire insieme col Suo Corpo, come Sacrificio gradito al Padre.

Allora, qual è il testamento di Maria? Fate tutto quello che Egli vi dirà. Ripetiamo: "Fate tutto quello che Egli vi dirà".

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Ringraziamenti e saluto finale di Don Peppino

Applauso dei fedeli

 Saluto finale di S. E. il Vescovo

Non so se il vostro applauso è perché eravate contenti di quello che ha detto Don Peppino o perché ha detto "Adesso concludo" e avete fatto l'applauso...

Prima della Benedizione, vorrei ricordarvi una espressione che usavamo sempre da bambini e che vale anche stasera. Vorrei che ognuno di voi tornasse a casa con questo proposito. Quando eravamo bambini, e speriamo che i bambini ancora lo dicano, dicevamo:"Voglio diventare più buono". Ve lo ricordate? Non vale solo per i bambini. Vale sempre. Quindi, Don Peppino vuole diventare più buono, il Vescovo vuole diventare più buono e ciascuno di voi dica alla Mamma, Maria: "Madre, da stasera voglio diventare più buono". Questo proposito così semplice che ci tocca il cuore, vi auguro che sia anche efficace.

Il testo, tratto direttamente dalla registrazione, non è stato rivisto dall'autore.

Il Vescovo si rivolge all'organista

Don Peppino, alle spalle del Vescovo, risponde energicamente: "Amen"

I fedeli interrompono il Vescovo con un altro applauso

 
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