La Parrocchia
S.E.Mons. Arturo Aiello
SOLENNITA' di SAN CASTO, Concattedrale di Calvi - 22 Maggio 2008 Latest ACG News
| SOLENNITA' di SAN CASTO, Concattedrale di Calvi - 22 Maggio 2008 |
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| Scritto da Teresita | |
| Thursday 29 May 2008 | |
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22 Maggio 2008 Concattedrale di Calvi Solennità di San Casto Concelebrazione Eucaristica presiede Sua Eccellenza il Vescovo di Teano - Calvi *** Carissimi fratelli e sorelle, eccellenza reverendissima, carissimi sacerdoti e diaconi, abbiamo ripetuto più volte "il Signore è il mio pastore: non manco di nulla". Il Salmo 22 ci trasmette sempre tanta pace. A noi sembra di mancare di tante cose ma poi ci rendiamo conto che l'essenziale ci è assicurato, c'è Uno che si prende cura di noi, di voi, c'è chi apre la strada, c'è chi pensa ai nostri bisogni, c'è chi dà ali ai nostri sogni, c'è chi ci fa attraversare la valle oscura e prepara davanti a noi una mensa, ungendoci il capo, tanto da far traboccare il calice del cuore. Sono sempre parole parafrasate del Salmo 22, che costituiscono un inno alla pace, di chi sa di avere un Padre. Il pastore per il gregge è il Padre, e il Padre provvede per i suoi piccoli, li difende, come il pastore difende le pecore, il Padre indica la strada, Gesù è il pastore, è Colui che guida la Chiesa, e la guida attraverso un vincastro, un bastone incrociato, ed è la Croce su cui Egli dà la vita per noi. Il pastorale, che portano i vescovi come segno del loro essere pastori, nelle mani del Vescovo di Roma, il nostro Papa, spesso è un Crocifisso, perché è alla Croce che ci appoggiamo, è la Croce che ci guida. Il bastone del pastore diventa la croce su cui Egli è inchiodato per la nostra salvezza, è il bastone su cui Mosè pose il serpente di bronzo nel deserto perché fosse visibile da ogni dove e tutti potessero trovare guarigione. La pastoralità di Gesù si rende presente nella Chiesa in una maniera concreta attraverso la presenza dei pastori; alcuni nella vita di una Chiesa hanno un valore tutto speciale, e si tratta di coloro che sono stati pastori per la prima volta e quindi sono indicati come i padri di quella Chiesa, i fondatori di quella Chiesa, di quella Chiesa locale, di quella Diocesi. È il caso di San Casto, di cui oggi solennizziamo la memoria, che è stato padre e fondatore della Chiesa di Cales, per questo è il compatrono della nostra Diocesi. In che modo Casto ha guidato la sua Chiesa? Era una Chiesa nascente, certamente più entusiasta della nostra; quando si è giovani, ma anche quando una Chiesa è giovane è più attraversata dai sogni, non dovremo mai abbandonarli i sogni, ma c'è un tempo quasi fisiologico dei sogni e della giovinezza, e quando la Chiesa è giovane è piena di idealità. San Casto ha guidato la Chiesa fondandola, evangelizzando, celebrando i sacramenti, aprendo una strada ed una storia. E se noi siamo qui questa sera è perché lui ha insegnato non solo con le parole, con le labbra, come sto facendo io in questo momento, indegno suo successore, ma con la vita. "Il pastore dà la vita per il suo gregge", dice Gesù, non solo nello spendersi per il suo gregge, per la sua Chiesa, ma anche offrendo concretamente la sua vita, il suo sangue. Abbiamo ascoltato nella 1^ Lettura un discorso attraversato dalla tristezza, e che costituisce anche una sorta di testamento spirituale di Paolo, - è negli Atti degli Apostoli - quando Paolo saluta i responsabili della Chiesa di Efeso, che ha fatto convenire a Mileto, ed egli ha la percezione che li vede per l'ultima volta, ed ha parole altissime, bellissime, che costituiscono per noi pastori una sorta di traccia, di canovaccio di vita, perché Paolo dice: "Non mi sono stancato di predicarvi la Parola notte e giorno, in pubblico e nelle vostre case, ma adesso non vedrete più il mio volto, e so che dopo di me ci saranno delle difficoltà nelle vite della vostra Chiesa, delle vostre comunità; vigilate sul gregge che vi è stato dato, su cui siete stati posti come vescovi (il vescovo in greco è colui che sorveglia), vi affido - sono ancora le parole di Paolo - alla Parola di Dio. È molto bella questa espressione che l'apostolo Paolo affidi i sorveglianti-custodi, i pastori, i presbiteri, i vescovi di quelle Chiese alla Parola di Dio e non affidi la Parola ad essi, perché la Parola è più grande di noi. La Parola, che io adesso sto pronunziando, non è mia, mentre La dico mi porta, mi sorregge, la Parola con cui vi ho benedetto, la Parola, che è stata proclamata, cantata, è la Parola che ci custodisce, che ci abbraccia, è la Parola del pastore, la Parola che non verrà meno, perché "i cieli e la terra passeranno, ma quella Parola non passerà". Ebbene, anche San Casto avrà avuto un momento in cui ha percepito che era giunta la sua ora, era giunto il momento in cui il suo pastorale sarebbe diventato la sua croce, dove l'amore alla Chiesa di Cales doveva essere portato alle sue estreme conseguenze perché egli, che aveva annunziato il Vangelo, potesse diventare pienamente Vangelo. E Gesù diventa Parola spesa - prendete e mangiate, questo è il mio corpo, prendete e ascoltate, questa è la mia Parola - all'atto in cui dà la vita per noi, nella notte in cui fu tradito. Anche Casto avrà avuto la notte in cui fu tradito, e la parola in latino significa non solo tradire ma anche consegnare, Gesù non è solo tradito da Giuda ma è anche consegnato, e questa consegna non è solo la consegna del tradimento, ma è la consegna alla morte, è la consegna alla Risurrezione, la consegna al Padre, e ciò che sembra fallimento diventa vittoria, e ciò che sembra tenebra diventa luce. Chiedo a San Casto d'essere pastore seguendo la sua traccia e la traccia dei santi pastori, che hanno fondato le nostre Chiese offrendo la loro vita goccia a goccia o, nel caso ci fosse chiesto, nella consegna completa della nostra vita. L'amore chiede il sangue, una parola forte ma che in questo momento, alla luce della testimonianza di San Casto, diventa luminosa e bella. In che senso la Parola, in che senso l'amore chiede il sangue, chiede l'offerta della vita, il dono della vita? Perché finché voi alle persone che amate fate un regalo non avete ancora dato nulla, date molto quando date tutto e date tutto quando date la vita. "L'amore chiede il sangue" significa che l'amore si conduce fino alla fine. "Li amò sino alla fine", dice l'apostolo Giovanni di Gesù, e possiamo dirlo anche di San Casto "li amò sino alla fine", cioè fino a consegnare il suo sangue per Cristo e per la sua Chiesa. Chiediamo la stessa forza e la stessa grinta anche per noi pastori di oggi ma anche per voi. Questa grazia il Vescovo chiede anche per voi cresimandi, che oggi ricevete il sigillo dello Spirito, perché possiate essere pronti a testimoniare. I martiri sono i testimoni della fede, cioè hanno avuto il coraggio di dare il sangue, non nel senso di una semplice trasfusione beninteso, dare il sangue significa dare la vita: firmo col sangue. È come se a voi stasera fosse chiesto, a voi cresimandi, di firmare col vostro sangue la fede che tra poco professeremo. E un pensiero a questo bambino che mi fa una tenerezza infinita perché sarebbe stato meglio per lui una celebrazione più semplice, più familiare, non col Vescovo, e con tutte queste solennità, ma... "Come ti chiami?". "Pasquale". È stato anche il tuo onomastico, Pasquale, auguri!, allora, piccolo Pasquale, perché... (Don Antonio ci fa trovare sempre delle sorprese, ma se non avessimo delle sorprese non sarebbe più lui, sarebbe un altro, e allora è bene che ci accogliamo come siamo, con le nostre particolarità). Al piccolo Pasquale, che vive oggi il giorno della sua Prima Comunione in tutto questo fasto, in tutta questa solennità, chiedo di diventare amico di Gesù. Pasquale, San Casto è stato l'amico di Gesù, ecco, il Vescovo ti augura il giorno della tua Prima Comunione di diventare amico di Gesù; e agli amici si parla, agli amici si dà del tempo, con gli amici si gioca, agli amici si dedica la vita. Ecco, chiediamo al Signore per te, pur nella semplicità dell'adesione del tuo piccolo cuore, chiediamo un'adesione piena a questo Amico, che, ti assicuro Pasqualino, è l'unico che non ti tradirà; forse ti tradiranno anche i tuoi genitori, mi scusino i suoi genitori, anche il tuo Vescovo potrebbe tradirti, Pasquale, anche tante persone, che sono qui e ti vogliono bene, può darsi che ti tradiranno, Gesù no, Gesù è l'amico che non tradisce, e San Casto lo sa, e San Casto te lo faccia capire. *** Il testo, frutto di registrazione, non è stato rivisto dall'autore.
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