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PELLEGRINAGGIO della Parrocchia di S.Michele - 24 Maggio 2008 PDF Stampa E-mail
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Scritto da Teresita   
Saturday 31 May 2008
Roccamonfina, Madonna dei Lattani

24 Maggio 2008

Pellegrinaggio

della Parrocchia

di

San Michele Arcangelo

di

Piano di Sorrento

Celebrazione Eucaristica

presiede

S. E. Mons. Arturo Aiello

Vescovo di Teano - Calvi

***

Saluto iniziale

   Ringraziamo il Signore per questo incontro sul monte. Saliamo per essere più vicini al cielo, saliamo perché i santuari mariani per lo più sono in alto, la Madre guarda dall'alto, dall'alto guida il cammino fino alla cima, come dice la frase scritta ai piedi della statua della Madonna dei Lattani. La Madre ci aiuti a puntare in alto.

"I cieli narrano la gloria di Dio" ed è più facile cantarlo perché c'è il sole e abbiamo rischiato tutti la depressione: prima i 40 giorni del 4 aprilante, poi il brutto tempo, poi l'inverno quando doveva esser primavera, finalmente il sole. Dolce è la luce del sole, diceva il Qoèlet stamattina nell'ufficio delle letture. Ringraziamo il Signore perché in questa luce ci incontriamo, nella luce di Cristo che piove dall'alto e ringraziandolo, chiediamo perdono dei nostri peccati.

Omelia

   Ringraziamo il Signore, ringrazio Don Pasquale, voi, per questo incontro mattutino. Mattutino anche se alle nove e mezza, perché vi ha messo, fatto mettere in cammino alle sei e trenta, orario in cui, durante il mese di Maggio, vi incontrate per la Celebrazione Eucaristica.

Più passa il tempo e più è facile incontrarci perché siamo più liberi, perché elaboriamo la distanza, il lutto, il distacco. Più passa il tempo, più il tempo passerà, più potremo vederci, e confrontarci nella verità più di quanto non sia accaduto nei primi mesi, nel corso di questi due anni.

Innanzitutto, come ho detto all'inizio della Messa, ci incontriamo all'ombra della Madre. È la Madre che ci fa tornare bambini, che ci racconta le fiabe, che ci dice, nonostante i travagli della nostra vita, che alla fine tutti vivranno felici e contenti, come si concludevano le fiabe e come non abbiamo ancora sperimentato. Ma la Madre rassicura i figli. È compito delle madri rassicurare i figli che tutto è a posto, che tutto andrà bene. È anche un compito di Maria nella vita della Chiesa.

State meditando nuovamente il Cantico dei Cantici durante questo mese di Maggio. Domenico vi ha accompagnati nel corso di questa settimana e vi avrà commentato il verso "Prendeteci le volpi piccoline" quelle che divorano i germogli della vigna. Voglio tornare su questo verso del Cantico. Certamente Domenico vi ha anche detto "Ci sono i pericoli dell'amore". I pericoli dell'amore sono tanti, più di quanti voi non immaginiate. Chi ha vissuto di più sa quanto un amore sia un prodigio, un miracolo. Un miracolo che deve attraversare tante valli, tante prove, come recitava la fiaba: Ho consumato 100 paia di scarpe, ho riempito tante bottiglie di lacrime. A noi sembra scontato, ci sembrava scontato, ci sembrava semplice  che un amore durasse, quando eravamo adolescenti e giovani, e oggi ci accorgiamo come un amore che rimanga, un amore che sia fedele, un amore vero, un amore che insista e persista, costituisca un vero prodigio. Un prodigio, perché sono tanti i nemici, sono tanti coloro che attentano dall'esterno e dall'interno alla solidità e alla incolumità di un amore. Dobbiamo superare quel senso di tenerezza che ci viene nei confronti dei cuccioli per capire questo avvertimento del Cantico. Prendeteci le volpi piccoline. Forse non è un caso che non si dica volpi piccole o semplicemente volpi, ma vi si aggiunga questo vezzeggiativo "piccoline". Perché tutto ciò che è piccolo, in qualche maniera, attira la nostra attenzione dolce e la nostra compassione. Le volpi piccoline sono i cuccioli delle volpi e i cuccioli, anche quando si tratta di cuccioli di leoni e di tigri, incutono tenerezza. Noi volentieri terremmo a casa il cucciolo di un leone, il cucciolo di una tigre, (e voi starete pensando: "Purché non cresca"), perché il cucciolo gioca, il cucciolo sembra innocente, il cucciolo ti mette dentro una voglia di proteggerlo, di dargli del latte, di allevarlo, ma questa piccola serpe così dolce che ti fa le coccole un giorno sarà una serpe che ti morde al cuore e ti uccide. Ed è questo un discorso che facciamo fatica a comprendere perché le volpi piccoline, che tu accarezzeresti, che tu lasceresti vivere, (perché le dobbiamo prendere? perché dobbiamo mettere delle trappole per queste piccole volpi?) hanno gusto, sono voraci nei confronti dei piccoli germogli della vite. La vite è in fiore, la vite ha cacciato i suoi germogli e, in quanto nuovi, sono teneri e quindi le volpi piccoline mangiano volentieri, sono ghiotte dei piccoli germogli della vite, e ovviamente qui si tratta di fare una scelta, cari fratelli e sorelle, anzi, cari figli e figlie. Vogliamo scegliere queste volpi piccole, questi cuccioli delle volpi o vogliamo bere il vino che la vite produrrà? Voi direte: "Meglio un uovo oggi che una gallina domani" e sbagliate. Meglio giocare col cucciolo della volpe, anziché bere il vino robusto, forte. E invece dobbiamo avere il coraggio di uccidere il cucciolo perché la vite possa progredire. Penso anche a tutte le accortezze che un agricoltore deve avere nei confronti della vite, nel potarla, nel cospargerla di verderame. Questo odore acre di verderame è nelle nostre radici, per noi che veniamo da una cultura contadina. Questi nostri genitori o nonni che partivano con sulle spalle questa sorta di zaino di verderame da pompare sulle viti. Il verderame è un veleno, ma il veleno fa bene perché difende le viti dai parassiti. Allora, come vedete, c'è in questo verso una pedagogia della violenza nel senso buono del termine, perché solo i violenti riescono a ottenere l'amore che dura. Ma se siamo troppo dolci, se siamo troppo consenzienti, se ci lasciamo prendere da compassioni inutili, allora senza verderame e senza le trappole per i cuccioli delle volpi non ci sarà nessun raccolto, non maturerà nessun grappolo sulla vite del tuo amore, ma anche sulla vite dell'amore di Dio. Quindi, in qualche maniera, spero di non scandalizzarvi, il Cantico ci invita a non iscriverci alla "protezione animale", perché poi la contraddizione del nostro tempo è che siamo diventati così attenti agli animali e così poco attenti all'uomo, e qui mi collego a questa pagina del Vangelo, del Vangelo di oggi, dove i discepoli allontanano i bambini da Gesù e Gesù dai bambini perché anche i bambini sono cuccioli, ma sono cuccioli umani. Sono cuccioli nati dall'amore di uomo e di una donna. E perché i discepoli allontanano i bambini da Gesù? Perché i bambini danno fastidio, perché i bambini non sono i destinatari della Parola, perché i bambini non fanno parte ancora del popolo, ne faranno parte, ricorderete, all'atto in cui a 13 anni saranno ammessi per la prima volta a leggere la Parola. Quindi, i bambini sono insignificanti, i bambini fanno chiasso, i bambini meglio tenerli lontani, noi abbiamo cose serie cui pensare. Questo hanno ritenuto i discepoli ma Gesù che si è accorto che han fatto un cordone di sicurezza per impedire l'accesso ai bambini e dei bambini a Lui, interviene dicendo "Lasciateli stare". Allora, da un lato c'è l'indicazione del Cantico: "Uccidete i cuccioli", dall'altro c'è l'indicazione di Gesù "Fate attenzione ai piccoli uomini e alle piccole donne". Siate violenti con i cuccioli di animali e siate compassionevoli e teneri e protettivi nei confronti dei cuccioli umani. Un discorso contraddittorio? No, ma in piena armonia, se i cuccioli umani sono germi di bene e i cuccioli animali sono germi di male. Quindi, sono cuccioli entrambi: i cuccioli delle volpi e i cuccioli degli uomini.

Oggi, la nostra cultura ci invita a uccidere i cuccioli degli uomini, vedi questa assenza di cultura della vita, ed invece a iscriverci alla "protezione animali" e guai a chi va a caccia,  e guai a chi dovesse ledere il diritto di un cagnolino, di un gattino. Questa è la contraddizione della nostra cultura. E invece Gesù ci invita ad avere attenzione e custodia e amore per i cuccioli umani e ad essere violenti per i cuccioli animali. Adesso, ben inteso, questo discorso sembra poco francescano, tra l'altro siamo in una casa francescana, ma, avrete già compreso, è un discorso spirituale, di economia spirituale, cioè fa' attenzione ai piccoli germi di male: uccidili. Fa' attenzione ai piccoli germi di bene: custodiscili. Gesù ha nei confronti dei bambini questo atteggiamento. Allora, li accoglie, li abbraccia (dice che li abbracciava), impone loro le mani, li benedice. Ecco, sono tutti atteggiamenti che dicono protezione. In fondo alla Chiesa c'è un bambino da proteggere, da accogliere, che ci dice: "Ci sono anch'io". Dice con il suo pianto: "Proteggetemi". Allora, sui germi di bene devi avere questo senso di accoglienza, li devi benedire, devi imporre le mani, gesto di chi dà forza. È il genitore che dà forza al figlio, è l'uomo che rafforza questa iniziale idea di bene che è così piccola. Quindi, accogliere, devi abbracciare: questo dobbiamo fare. E se tu uccidi una volpe piccolina, avrai salvo un fiore di vite, un germe di vite e berrai il tuo vino forte e gustoso. Se tu accogli un germe di bene, domani questo bambino diventerà un gigante. Ecco perché l'amore deve essere violento, quello umano, ma anche quello divino, di Dio. L'amore per le cose spirituali deve essere violento. Quindi no alla protezione animali (sto parlando in maniera allegorica)  e sì alla protezione dei cuccioli umani. No ai germi di male. Sì ai germi di bene. Riassumo tutto quello che vi ho detto in uno spot: "Uccidi i germi di male. Fai vivere e proteggi i germi di bene".

Saluto finale

Abbiamo celebrato l'Eucaristia con un formulario di Maria Vergine, Madre del Buon Consiglio, proprio per essere consigliati bene su cosa uccidere e cosa far vivere, per essere consigliati su quali sono le volpi piccoline da estirpare, da estinguere, e quali, invece, i fiori della vite da proteggere, da far germogliare, perché divengano tanti, quindi grappoli, quindi mosto, quindi vino. E poi mi piace cominciare questa giornata, anche se è cominciata alle 6:00, anche per me, con l'invocazione alla Madre del Buon Consiglio perché  si concluderà, o avrà il suo momento importante, questa giornata nel Tempio del Buon Consiglio a Napoli, questa sera alle 18:30 dove ordinerò tre presbiteri   cappuccini. Noi pensiamo che i cappuccini sono solo quelli del bar e invece esistono anche cappuccini consacrati. Uno di questi tre, tra l'altro, è di Sant'Agnello, figlio di una mia cugina, Gianluca, quindi, viene anche dalla nostra terra. Ringraziamo il Signore, pregate in questa giornata per questi tre: Gianluca, Raffaele e Gabriele che ho ordinato diaconi 6 mesi fa circa e stasera come presbiteri. Li raccomandiamo alla Madre del Buon Consiglio.

Vi do la benedizione, poi prendo il posto di Suor Nilda, l'abbiamo presa dai fornelli dell' Episcopio all'ultimo momento. Pasquale era super innervosito dal fatto che l'organista aveva dato buco e abbiamo prelevato Suor Nilda che abbiamo portato qui. Rischio di non mangiare a pranzo. Ma Suor Nilda è abituata ad altre tastiere che non sia l'organo a canne. Tolgo le insegne e vado ad accompagnare il canto finale. Poi vi metterete comodi e Padre (...), che innanzitutto ringraziamo perché ci ha accolti, è il guardiano della comunità di Frati Minori che custodisce questo Santuario, vi dirà qualcosa sulla Madonna dei Lattani e poi ci salutiamo (quest'anno c'è tempo, non ho le Cresime come l'anno scorso), con calma sul sagrato del Santuario.

 

Benedizione del Vescovo

 

Il Vescovo esegue Dell'aurora tu sorgi più bella.

***

Il testo, tratto direttamente dalla registrazione, non è stato rivisto dall'autore.

 

 
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