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CORPUS DOMINI, Teano - 25 Maggio 2008 PDF Stampa E-mail
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Scritto da Teresita   
Saturday 31 May 2008
SANTA MESSA

OMELIA DI S. E. MONS. ARTURO AIELLO Vescovo della Diocesi di Teano-Calvi Solennità del Corpus Domini, 25  Maggio 2008 Teano, Chiesa Cattedrale

 Fratelli e sorelle, siamo riuniti insieme per celebrare l'Eucaristia e per onorare il Corpo e il Sangue del Signore in questa giornata dedicata, con una particolare attenzione, ai Santi Misteri che ci accingiamo a celebrare con la coscienza di essere peccatori, rifugiandoci nella misericordia di Dio.

 Omelia

Cari fratelli e sorelle,

innanzi tutto, ringraziamo il Signore che ci dà di vivere questo momento dove facciamo unità intorno a Gesù Eucaristia. Una unità visibile anche nelle varie componenti delle tre parrocchie di Teano; sono qui i tre parroci, ci sono i religiosi, siamo la Chiesa della città di Teano che celebra l'Eucaristia. Rendiamo grazie anche per questa visibilità perché la visibilità educa. Si educa con le parole, ma si educa ancora di più con l'esempio. L'esempio è anche ciò che siamo chiamati a porre alla fine di questa Celebrazione attraverso il segno della processione che è una sorta di attestazione di fede pubblica senza parlare, cioè andando in giro per le vie di Teano, noi diremo con la nostra semplice presenza: "Io credo in Gesù Eucaristia, credo che questo pane è il Suo Corpo per la vita del mondo. Io mangio di questo Pane e me ne glorio e con la forza di questo Pane giungerò alla meta, perché chi mangia questo Pane non muore". Queste ed altre verità inerenti all'Eucaristia, noi attesteremo con la nostra semplice presenza in processione, questa sera.

 Al Vescovo solo poche parole dal momento che bisogna poi lasciare spazio alla processione e lo faccio riferendomi a due espressioni, per la verità contenute in un'unica espressione, due immagini che il Concilio Vaticano II ci ha dato dell'Eucaristia, quando ce l'ha descritta: "Fonte e culmine di vita cristiana".

Che cosa significa che quello che stiamo celebrando è fonte e culmine di vita cristiana?

Innanzitutto, fonte; nel senso che l'Eucaristia è una fontana, è una sorgente. È una sorgente di forza, è una sorgente di energia, è una sorgente di idee, è una sorgente di fedeltà, per voi nel matrimonio, per noi nella vita consacrata, è una sorgente di Chiesa, cioè una comunità che non celebri l'Eucaristia, non è una vera comunità cristiana, perché non sorge, non nasce, è come quei bambini di cui si sia fermato il processo di crescita: non vanno avanti, restano piccoli. Bene, a volte, anche le comunità cristiane sono così, vivono questo disagio, cioè sono piccole, non crescono, sono bloccate dalle divisioni, ma anche dalle divisioni che provengono dal non celebrare l'Eucaristia o dal celebrare in una maniera pedante, per semplice ripetizione e voi sapete come i gesti più alti, anche quelli dell'amore, semplicemente ripetuti, uccidono l'amore quando non vengono rivitalizzati, rinforzati, riediti. Allora l'Eucaristia è la fonte della Chiesa, della Chiesa nella sua interezza e della Chiesa per ogni componente, cioè l'Eucaristia è la fonte della vita del Vescovo, è la fonte della vita dei preti, dei diaconi, dei religiosi, delle religiose, è la fonte della vita dei laici.

Domanda (perché a ogni riflessione deve poi succedere una domanda): tu, a questa fonte, ti abbeveri spesso? E qui la risposta è a voi. E se anche vieni spesso a Messa, come vieni? Con entusiasmo, con attenzione, sapendo che "non di solo pane vive l'uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio", ci ha ricordato la Prima Lettura.  E questa è l'Eucaristia-Fonte.

 L'altra espressione è culmine; in latino,  fons et culmen. È culmine della vita cristiana. Cosa significa che l'Eucaristia che genera la Chiesa è anche culmine della vita della Chiesa? Innanzitutto, culmine, nei termini della meta, cioè l'Eucaristia ti spinge verso l'alto. L'Eucaristia ti dà una forza ascensionale che ti porta in Cielo, già qui nel Mistero. L'Eucaristia è il farmaco dell'immortalità, dicevano i padri antichi, cioè la medicina dell'eterna giovinezza, la medicina per non morire, ce lo ha appena detto Gesù nel Vangelo. Ma ancora di più, culmen significa che la Chiesa raggiunge il suo apice nella Celebrazione dell'Eucaristia. Ma questo chiede una coscienza da parte vostra, da parte nostra perché se io raggiungo un apice, ma non ne sono cosciente, non mi sono preparato, non me ne lascio prendere, non ascendo insieme con questa forza ascensionale, ecco che l'Eucaristia è svilita e diventa una occasione, non so, per un venticinquesimo, per un anniversario, per il defunto, per il settimo, ma non il culmen, cioè noi come Chiesa non possiamo fare nulla di più grande di quello che stiamo facendo. Culmen significa questo. Cioè, tu puoi organizzare i pellegrinaggi, le preghiere, cose più alte, mai raggiungerai la caratura della Celebrazione Eucaristica. Allora chiediamo al Signore, in questo giorno e glielo chiederemo anche camminando, pregando nel cammino che è la processione, che nelle comunità parrocchiali di Teano e della nostra Diocesi, l'Eucaristia torni ad essere Sorgente cui si abbeverano tanti e il culmen, il culmine cosciente per cui si va in Chiesa in tanti, si va in Chiesa carichi di attesa perché non c'è nulla di più bello, di più grande, di più ricco, nei termini della grazia, di questa celebrazione. Il Signore ci confermi in questa fede.

 Il testo, tratto direttamente dalla registrazione, non è stato rivisto dall'autore.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


                                                                                                                                                                                          

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 
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