La Parrocchia
S.E.Mons. Arturo Aiello
SANTA MESSA e SACRAMENTO della CONFERMAZIONE, Casafredda - 28 Giugno 08 Latest ACG News
| SANTA MESSA e SACRAMENTO della CONFERMAZIONE, Casafredda - 28 Giugno 08 |
|
|
|
| Scritto da Teresita | |
| Wednesday 30 July 2008 | |
|
SANTA MESSA e Amministrazione del Sacramento della CONFERMAZIONE
OMELIA DI S. E. MONS. ARTURO AIELLO
Vescovo della Diocesi di Teano-Calvi
Casafredda, 28 Giugno 2008
In questo momento, la vostra piccola comunità di Casafredda è il centro della Diocesi. Succede sempre quando una comunità, anche piccola come la vostra (ma le comunità piccole della nostra Diocesi sono tantissime), viene visitata dal Vescovo. Non più Teano, ma, in questo momento, Casafredda è il centro della Diocesi e viviamo insieme questa Celebrazione, della vigilia nella Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo: colonne della Chiesa. Vorrei fermarvi con voi sulla Prima Lettura, forse poco conosciuta, dove, nel libro degli Atti degli Apostoli, si racconta della guarigione di uno storpio. Pietro e Giovanni, dice Luca, l'autore degli Atti, salirono al tempio per la preghiera. I discepoli del Signore hanno utilizzato il calendario e gli appuntamenti della preghiera che c'erano già prima, e quindi salgono al tempio per la preghiera e come succede tante volte, in particolare nelle feste, alla porta del tempio c'è un povero a chiedere l'elemosina. La povertà di quest'uomo è visibile nel suo essere storpio. È uno sgorbio della natura, si diceva una volta (adesso queste parole non possono più essere usate). Quindi è lì, non può camminare, è sconvolto nell'equilibrio del corpo e, pensando che Pietro e Giovanni siano persone normali, tende loro la mano per chiedere l'elemosina. Forse anche voi siete venuti qui per chiedere l'elemosina, per chiedere una grazia, magari per intercessione di San Pietro, per chiedere un conforto. Ognuno di voi avrà qualche problema, anche queste ragazze che cantano avranno le loro piccole pene d'amore e queste sono dei problemi. Allora noi veniamo in chiesa chiedendo qualcosa, come lo storpio. Pietro, in qualche maniera, commosso, preso dalla compassione da quest'uomo, si ferma davanti a lui e gli dice, attenti: "Non ho né oro, né argento"- cioè non sono ricco - "ma quello che ho te lo do: nel nome di Gesù, alzati e cammina". Cari fratelli e sorelle, a volte, noi chiediamo l'elemosina, ma Dio vuole darci di più. Forse questo lo vivete anche nei confronti del vostro parroco, Don Michele. Cosa venite a chiedergli? Cosa ti chiedono i tuoi parrocchiani, Michele? Forse un po' di conforto, forse anche "Se possibile, parroco, un posto di lavoro per mio figlio che è disoccupato", "Un aiuto perché non riusciamo ad arrivare alla fine del mese", che sono problemi ovviamente seri, di tutto rispetto, ma un parroco (e tanti sacerdoti vivono questo disagio) può dolersi la sera, dicendo: "I miei parrocchiani, mi hanno chiesto tutto, tranne la cosa per cui io sono qui come prete". E perché Don Michele è in mezzo a voi, come parroco? Non certamente, per risolvere i problemi materiali. Certamente, se egli fosse nelle condizioni di poterlo fare, lo deve fare, ma è povero quanto voi. Al parroco, al prete, si chiede la fede, si chiede la grazia, si chiede la Parola di Dio, si chiede "Parlami di Gesù" e, certamente, una pena d'amore affligge anche il cuore di un adolescente (fate bene, spero che lo facciate, a confidarvi anche col vostro parroco "Il mio ragazzo non mi ha guardato, non mi ha degnato neanche di uno sguardo" e giù a piangere, ecc.) ma questa non è la cosa più importante. Allora la difficoltà, la contraddizione è che uno ha una grande ricchezza da darvi, ma voi chiedete molto di meno. È come se passasse qui un miliardario e noi gli chiediamo: "Mi dai 10 euro?". Magari, lui te ne vuole dare 100000, 500000, ma tu vuoi solo 10 euro. E il miliardario si dice: "Ma com'è che questa persona non mi ha chiesto di più? Perché io ero disposto a dare di più". Ecco, vedete, questa cosa, questa contraddizione avviene continuamente nella vita pastorale, che è la vita della Chiesa, cioè si viene a chiedere cose secondarie, si punta l'attenzione sulla salute, sulla vita affettiva, sulla vita economica, sul lavoro: tutte cose importanti. E la vita eterna? Qualcuno te la chiede? "Parroco, vorrei essere santo". Non so se Don Michele ha mai sentito dalle vostre labbra questa espressione, oppure "Voglio la vita eterna" che vale molto di più di un ragazzino che mi sorride e mi dice "Sì", che vale molto di più anche della stessa salute fisica, perché io guarisco da una malattia e ne prendo un'altra e a furia di guarire e di ammalarmi poi arriverà la malattia radicale che si chiama morte e dopo? E dopo c'è la vita eterna, quella per cui la Chiesa vive. Ecco, mi sono fermato un attimo su questo particolare del brano, perché, spesso, noi chiediamo l'elemosina, a chi può guarirci, a chi può darci molto di più. Ed è anche bello che Pietro dica "Io non ho né oro, né argento", cioè tu mi chiedi l'elemosina, mi chiedi qualcosa di economico, mi chiedi un euro, 10 euro, ma io non possiedo queste cose. È molto bella questa espressione, cari fratelli e sorelle, perché dice che la Chiesa non è ricca. Io so che quando il parroco (non so qui, ma altrove succede) dice "Bisogna aggiustare il tetto della chiesa. Bisogna dare una ritinteggiata alla facciata", subito i parrocchiani di questa Diocesi dicono: "Ebbè? Parroco, questo chiedilo al Vescovo!". Succede. Succede. Come se il Vescovo avesse... non so... milioni e milioni di euro e allora dice..."Di chi è la Chiesa? È del Vescovo. Se l'aggiusti lui! Se l'aggiustasse lui!". La Chiesa, cari fratelli e sorelle, è povera. Voi non ci credete ancora. Voi pensate che il Vaticano abbia tanti soldini. Li ha in opere d'arte che mantiene per il beneficio dell'umanità, ma la Chiesa, forse in passato, era ricca. Nei nostri tempi, la Chiesa è povera. Questo non ci dispiace. Non ci dispiace, perché se la Chiesa fosse ricca economicamente, il vostro parroco vi desse un assegno ogni domenica (non l'assegno a casa, un assegno: sei venuto a messa? 100 euro. Hai partecipato al coro? 500 euro), tutto questo, svilirebbe la fede, perché voi fareste più attenzione ai soldi anziché alla salvezza. Quindi, il fatto che oggi la Chiesa sia povera ( e vi assicuro che lo è), in particolare la nostra Diocesi, non è un male, perché la Chiesa si presenta come quel giorno Pietro alla porta del tempio dicendo: "Non ho né oro, né argento"- cioè ho le mani vuote- "ma quello che ho, te lo do: alzati e cammina". Penso ai cinque che stanno per ricevere la Cresima. "Perché siete venuti?", potrebbe chiedervi il Vescovo (non vi preoccupate, non ve lo chiedo). Quali sono le motivazioni che vi hanno portato qui? Anche qui, il Vescovo vi dice, in nome della Chiesa:"Non ho né oro, né argento, ma ti do una forza, quella dello Spirito Santo, che ti potrà far camminare attraverso mille difficoltà". Quindi voi potreste dire: "Eccellenza, noi vorremmo, dopo la Cresima, avere meno problemi". Io questo potere non ce l'ho di diminuirvi i problemi, però ho il potere di darvi la forza dello Spirito Santo che vi dà la possibilità di attraversare 500 crisi, 2000 giorni di difficoltà, cioè una grinta. Questo è il potere della Chiesa. Quello che ho ve lo do: "Alzati e cammina". E, attenti, non dovete neanche chiedere la guarigione del corpo perché "Alzati e cammina" significa "Mettiti in cammino". È vero, quel giorno, fu guarito uno storpio che per la gioia entrò nel tempio danzando. Ma, quella guarigione è simbolo, è segno di una guarigione interiore che mi fa camminare, mi fa progredire, che mi fa saltare, altrimenti io resto impietrito nei miei peccati, nelle mie abitudini, nella mia grettezza e non riesco più a muovere il passo. Io vi auguro, nella festa di San Pietro, vostro protettore, di diventare persone che camminano, cioè dalle gambe buone, e non ci riferiamo, ovviamente, ai muscoli. Le signore più anziane staranno pensando "Magari, Eccellenza! Io, per salire queste scale che portano alla mia Chiesa, faccio uno sforzo immenso e, prima o poi, vorrei che Don Michele mettesse un ascensore per farci salire senza problemi". "Alzati e cammina" significa: "Cammina nelle vie della vita. Cammina nelle vie della fede. Cammina oltre le difficoltà. Cammina verso la vita eterna". Ecco come questo brano degli Atti degli Apostoli parla ai cresimandi, perché non ricevono oggi il dono del padrino o della madrina, non so neanche se i vostri padrini vi hanno preparato un dono, ma non è importante. Il dono si chiama Spirito Santo e lo riceverete dalle mie mani. E anche voi, anche gli altri, veniamo in chiesa e chiediamo "Signore, aumenta la mia fede, rafforza la mia speranza, rendi più ardente la mia carità" e poi, rivolgendovi al vostro parroco: "Don Michele, non sono venuto a chiederti sussidio per giungere sano e salvo a fine mese. Sono venuto a chiederti una preghiera: prega per me. Sono venuto a chiederti la grazia: parlami di Gesù, spiegami il Vangelo". Ecco, questa è la ricchezza della Chiesa, questa ricchezza la Chiesa non la deve tenere per sé, ma la deve dare. Ma la dà nella misura in cui qualcuno gliela chiede. Ci fermiamo un attimo in silenzio e ciascuno di noi rettifichi le sue intenzioni per cui è qui. Poi proseguiamo con la celebrazione della Cresima. Il testo, tratto direttamente dalla registrazione, non è stato rivisto dall'autore. |
|
| Ultimo aggiornamento ( Wednesday 30 July 2008 ) |
| < Prec. | Pros. > |
|---|













