La Parrocchia
Mons. Arturo Aiello
CRESIME, Piano di Sorrento - 25 Settembre 08 Latest ACG News
| CRESIME, Piano di Sorrento - 25 Settembre 08 |
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| Scritto da Teresita | |
| Monday 06 October 2008 | |
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NOVENA DI SAN MICHELE 2008 CELEBRAZIONE del SACRAMENTO DELLA CONFERMAZIONE presieduta dal Vescovo della Diocesi di Teano - Calvi S. E. Mons. Arturo Aiello *** Fratelli e sorelle, nel cammino che state percorrendo verso la festa della vostra comunità parrocchiale questo appuntamento di grazia ha un valore particolarissimo perché c'è una Pentecoste con tutti gli effetti rivoluzionari della prima. Come allora, anche stasera lo Spirito scende e prende possesso di 50 dei giovani di questa comunità e li trasforma, dà loro ali, amplia oltre misura i loro sogni. Li accompagniamo con la nostra preghiera, chiediamo che non facciano ostacolo alla grazia che è loro data attraverso il ministero della Chiesa. E iniziamo questa celebrazione rendendo lode a Dio per quanto ha operato in ciascuno di noi, per il bene che siamo riusciti a compiere con il Suo aiuto, e chiediamo perdono per il male che purtroppo abbiamo commesso, è la nostra fragilità che il Signore comprende e in questo momento perdona.
*** Omelia di Sua Eccellenza il VescovoNon nascondo ovviamente il piacere, la gioia di poter presiedere questa celebrazione delle Cresime, e quindi la gioia all'atto in cui il Vescovo (Felice) mi ha telefonato chiedendomi di sostituirlo, ovviamente è un lavoro piacevolissimo, d'altra parte mi rendo conto che sono ancora le ultime battute per dare dei volti ai cresimandi, conosco ancora diversi di voi, e questo non aggiunge e non toglie nulla al sacramento ma aggiunge molto a quello che è il tessuto umano, che non è indifferente nella nostra fede. La nostra non è una fede disincarnata ma è una fede nella carne, nella Storia, e quindi è fatta di volti, è fatta di parole, di silenzi, di eventi vissuti insieme, di possibilità di riconoscersi, ed è bello che per me e per voi questa possibilità ci sia data intorno all'altare nella Novena di San Michele, nella celebrazione della Confermazione per 50 di voi. "Manda il tuo Spirito, Signore, a rinnovare la terra" abbiamo ripetuto più volte, è anche l'antifona che accompagna la festa liturgica di Pentecoste. Abbiamo bisogno dello Spirito di Dio, lo Spirito Santo, che è anima della Storia, delle cose, delle persone, della Chiesa, e che, infuso in una maniera piena nel sacramento della Confermazione, trasformerà voi che vi presenterete, che giungete dopo un itinerario di preparazione. Cosa significa per voi questo giorno? Mimmo e Don Pasquale ve l'avran già spiegato abbondantemente, a me tocca dare le ultime pennellate, includendo ovviamente anche tutti gli altri, padrini e non, che in questa celebrazione hanno la possibilità di rivivere la grazia del giorno della loro Confermazione. Lo Spirito - ci ha detto il Signore per bocca del Profeta Gioele nella Prima Lettura - lo Spirito risveglia sogni sopiti e consegna visioni ai giovani. Questo testo sempre molto allusivo ed entusiasmante per l'azione dello Spirito nella nostra vita, visioni e sogni sono espressioni di un mondo a cui non facciamo molta attenzione, e - attenti! - man mano che si cresce, e voi siete giovani, man mano che si va avanti verso la maturità rischia questo mondo dei sogni e delle visioni d'essere completamente neutralizzato, resettato, annullato, perché il lavoro, il denaro, la professione, gli impegni affettivi e quant'altro richiedono la nostra attenzione, per cui pensiamo che l'epoca dei sogni sia ormai definitivamente tramontata. Tanti di noi, purtroppo!, lo pensano per sé, e sono invitati in questa celebrazione a riaprire nuovamente lo scrigno dei sogni, quello scrigno che abbiamo aperto tante volte da bambini e da adolescenti e che facciamo difficoltà a sapere dove si trova, ora che siamo giovani, adulti o anziani. Perché è importante lo scrigno dei sogni? Perché contiene una energia tutta ancora da utilizzare, una idealità, una forza propulsiva, un calore, un colore che potrebbe rivoluzionare la nostra vita grigia, la nostra vita in bianco e nero. I sogni dei bambini sono a colori, i sogni degli adulti sono in bianco e nero, quando non completamente nel nero, quindi senza contorni, senza forme, senza tensione. Bene. "Effonderò il mio Spirito su di voi - dice Dio, per bocca del Profeta - senza fare distinzioni, anche le schiave, anche gli schiavi, anche coloro che non appartengono a classi sociali alte, (una volta i sogni potevano farli soltanto i principi e i re) e questo Spirito vi farà fare sogni e vi consegnerà delle visioni. Cari giovani, lasciatevi soggiogare dalla dolcezza, dalla forza dolce dello Spirito che in questo momento viene e invade il vostro cuore, la vostra mente, come ho detto all'inizio della Messa, allargando a dismisura i vostri desideri. Ognuno di voi ha dei desideri, ha dei sogni, molti di voi sono universitari alle prime battute o già avanti nell'iter, a conclusione, ognuno di voi ha dei sogni sul piano affettivo, ha delle amicizie, delle relazioni, ha dei desideri sul piano professionale. Mettiamo tutti questi piccoli sogni e questi piccoli desideri sotto l'onda dello Spirito perché siano purificati e innalzati, perché pian piano finiamo col sognare le cose che abbiamo già, o quelle che sono facilmente raggiungibili, e invece il sogno e la visione riguardano realtà altissime, ecco perché i bambini e i ragazzi ancora si addestrano su questi grandi sogni, e perché noi grandi facciamo tanta difficoltà. Facciamo tanta difficoltà perché oggettivamente, razionalmente, facendo i conti delle nostre risorse economiche, intellettive, affettive ci diciamo: Sì, ma io non posso partecipare alle Olimpiadi, io non sarò mai un concertista, io non sarò mai un protagonista, io non avrò mai il ruolo di primo attore. Anche se non le esprimete così crudamente, come io adesso sto dicendo, queste considerazioni sono sotto pelle, le respirate e finiscono col modellare i vostri sogni a misura delle vostre possibilità. Sognare è andare oltre le proprie possibilità, sognare è oltrepassare. Un filosofo diceva che "pensare" è oltrepassare, passare oltre, cioè anche il pensiero ha questa forza di ulteriorità, non si pensano solo le cose che ci sono, le cose che sono state. Noi non condividiamo, noi cristiani non condividiamo appieno quello che pure è scritto nella Bibbia, nell'Antico Testamento, nel testo del Qoèlet, dove si dice che quello che è stato si rifarà - "non c'è niente di nuovo sotto il sole" è il testo della liturgia della Parola di oggi, - no, noi riteniamo che ci siano delle cose nuove, che germogliano, che premono sotto le zolle, sotto i cuori, sotto le menti, sotto le vite, e chiedono che si faccia loro spazio. Ecco, lo Spirito, cari cresimandi, vi viene dato perché possiate pensare in grande, sognare in grande, perché possiate oltrepassare, "pensare è oltrepassare", passare oltre i vostri limiti e anche i vostri limiti morali, oltre i vostri peccati, oltre le vostre piccole attese, oltre - si dice nel nostro linguaggio di Penisola Sorrentina, perché è un linguaggio di bordo, - oltre il piccolo cabotaggio, invece bisogna sognare con il grande cabotaggio, cioè con le navi che possono solcare i grandi oceani e approdare a porti sconosciuti e lontani, ma perché questo possa accadere c'è bisogno che combattiate. Don Pasquale in questa Novena, spero che tanti di voi siano anche gli alunni partecipanti alla Novena di S. Michele, vi sta addestrando con un prontuario per il guerriero dello Spirito, vi sta istruendo sulla lotta spirituale, perché collegata con la devozione e la iconografia dell'arcangelo S. Michele di cui siamo devoti. Bene, quello che vi sta dicendo si applica anche alla grazia dello Spirito e ai sogni che questa sera vi invito a ridestare e che lo Spirito scompaginerà dentro di voi. Mi riferisco alle parole del vangelo dove Gesù ci invita ad andare contro noi stessi. "Chi vuole venire dietro a me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua", perché chi si vorrà salvare si perderà e chi perderà la propria vita per me la salverà. Cosa significa rinnegare se stessi? Significa combattere contro il nemico numero uno dei miei sogni, e sono io. I genitori spesso sono i nemici dei sogni dei figli, ma adesso utilizzo il termine "genitore" non solo per chi mi ha dato la vita ma anche per chi mi ha dato la facoltà di sognare, e chi mi ha dato la facoltà di sognare? Io stesso, io formulo il sogno, io sogno; bene, quel sogno, che tu hai fatto, che tu hai formulato, che tu hai vagheggiato, quella visione di te quando hai guardato al futuro qualche anno fa, ed era un sogno grande, può essere ucciso proprio da te, genitore di quel sogno. Quindi non solo i genitori nella carne, a volte non sempre, a volte sono i nemici dei sogni dei figli, ma sempre noi genitori, ognuno di noi genera se stesso, ognuno è il padre di sé, noi siamo i nemici dei nostri sogni, ed è per questo che Gesù dice "rinneghi se stesso", cioè va' contro di te; se non hai questo coraggio di combatterti, questo grande sogno non si realizzerà mai, non fosse altro che combattere la paura che è sempre legata a un sogno, perché, se tu hai un sogno, hai anche mille paure di non essere all'altezza, di non farcela, magari vedi tanti crollare e dici: ma io non sono diverso, e invece "mille cadranno al tuo fianco e diecimila alla tua destra; ma nulla ti potrà colpire" (Salmo 90). Quando tu vedi tutto questo, le paure vengono a bussare alla porta del tuo cuore e tu ti dimetti, tu arretri, tu ti imboschi, tu smetti di combattere, di combattere te stesso. Ci dia in questa celebrazione lo Spirito, e quello che dico per i cresimandi lo chiedo per me e lo chiedo per tutti voi qui presenti che forse mi state ascoltando, chiediamo insieme la grazia d'essere in guerra, d'essere in guerra. Il Catechismo di Pio X, su cui ci siamo formati tanti di noi, nella definizione della Cresima era, come sempre, lapidario, e alla domanda "che cos'è la Cresima?" noi da bambini rispondevamo: "La Cresima è il sacramento che ci fa perfetti cristiani, cioè soldati di Cristo e ce ne imprime il carattere". Allora in questa forza dello Spirito questa formulazione della fede intorno al sacramento, che stiamo per celebrare, che stiamo celebrando, tira fuori l'immagine del soldato, perché il soldato deve essere coraggioso; "coraggioso" non significa che non ha paura, il soldato deve andare al fronte, il soldato deve avere le armi appuntite, il soldato deve correre laddove c'è un pericolo, il soldato deve mettere petto in fuori e pancia in dentro, come certa letteratura, almeno filmografica, vi avrà riportato, cioè il soldato deve avere il coraggio di dire: Questa è la mia bandiera. "La bandiera di Cristo e della Chiesa - dice la preghiera ottocentesca o settecentesca a S. Michele che anche in queste sere voi avete recitato e reciterete - la bandiera immacolata di Gesù Cristo e della Chiesa", questa bandiera bisogna tenerla in alto; e per questa bandiera, l'appartenenza alla Chiesa, che è l'appartenenza a Cristo, dovete essere pronti a perdere la faccia, a perdere qualche amico, a perdere la stima di qualcuno, perché vi interessa che abbia stima di voi, il vostro Generale, il vostro Capitano, il vostro Condottiero, e anche su questi temi, prettamente ignaziani, Don Pasquale vi sta istruendo, quindi, non ho altro da dirvi che: Coraggio!, non vi tirate indietro, mettete alta la fronte, ora che la profumerò con il Crisma della salvezza, e siate pronti a rivoluzionare il mondo con i vostri grandi sogni. C'è nella giovinezza, già nella giovinezza naturale, una forza propulsiva e rivoluzionaria enorme che - purtroppo! - le abitudini e la cultura e la paura finiscono col ridurre del 50, del 60, del 70, a volte del 100%. La grazia del sacramento che stiamo celebrando rimette in gioco questa giovinezza, perché il sacramento della Confermazione è il sacramento della giovinezza della Chiesa, e anche se tu ricevi la Cresima a 50 anni, - non so, ho visto qualcuno un po' più attempato ma "non è mai troppo tardi" diceva il buon maestro Manzi della nostra TV dei ragazzi, - anche se hai 50 anni torni a essere giovane questa sera riprendendo tutta quella idealità e anche tutta quella forza per combattere a difesa di quella idealità che lo Spirito ti consegna. Quindi, lo Spirito è forza, è sogno, è visione, ma è anche corazza, che fa in modo che questo patrimonio non vada perduto, e, vi prego, fate che non vada perduto. Ho avuto percezione che qualcuno di voi vedendomi qui abbia abbassato gli occhi, percepisco ancora queste cose, a dire: Non vorrei che mi leggesse negli occhi perché non ho più i sogni che abbiamo condiviso in passato. Coraggio!, anche tu, che hai abbassato gli occhi, puoi riprendere da stasera a sognare, e a sognare in grande. Auguri! *** Il testo, tratto direttamente dalla registrazione, non è stato rivisto dall'autore. |
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