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NOVENA di SAN MICHELE 2008, Sabato 20 Settembre PDF Stampa E-mail
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Scritto da Teresita   
Thursday 09 October 2008

Novena di San Michele Arcangelo 2008

Sabato, 20 Settembre

Omelia del Parroco Don Pasquale

   Poniamo stasera il primo passo verso la festa dell'Arcangelo Michele ponendoci nella scia dei nostri antenati, della tradizione che ha voluto che la nostra parrocchia fosse protetta dalle armi dell'Arcangelo. Iniziamo oggi con gioia, con entusiasmo, carburiamo in questa prima serata con il desiderio di prolungare anche noi questa grazia, di rientrare in chiesa, di ascoltare le note dei Salmi, di respirare l'aria settembrina di S. Michele. Innanzi tutto questo tempo particolarmente fecondo, il mese di settembre, che già di per sé segna un tempo di passaggio, passaggio tra l'estate e l'inverno. Tutto il mese di settembre è un invito, e soprattutto quest'ultima settimana, a considerare che ormai l'estate è alle spalle, il caldo, la calura non c'è più,  con tutta quella sorta di tentazioni, di distrazioni che porta, e finalmente abbiamo l'opportunità di rientrare in noi stessi, e la Novena ci aiuta, queste sere sono l'allenamento a toglierci di dosso l'estate con la dissipazione che porta, con gli orari che saltano, per rientrare in un esercizio quotidiano, in una disciplina, è cominciata la scuola, si riprende a studiare, cominciamo anche a rientrare prima a sera, a stare a casa più tempo, e in particolare a rientrare in chiesa a sera mentre il sole tramonta. E questo mese di settembre è da sempre per noi il richiamo a tornare sotto lo sguardo dell'Arcangelo Michele, è l'opportunità che noi abbiamo di guardarci negli occhi, di curarci le ferite dei mesi scorsi, di tastare il polso alla nostra parrocchia, e di dire a che punto siamo. Questa Novena di S. Michele 2008 come ci trova? Come stai? Desideri riprendere il cammino? Certamente dentro di noi c'è una grande voglia di Dio, voglia di interiorità, voglia di riscatto, desiderio di ritornare, di sentirci ancora attirati dal Signore, e le serate che seguiranno ci aiuteranno a rientrare nella nostra anima. Dicevo, già il fresco, che con la pioggia ha segnato questi giorni, è una spinta in più nel dire: Guarda che si sta avvicinando la festa di S. Michele, vedi che ora c'è bisogno di riaccendere i motori della parrocchia, di rimetterti in forma spirituale, di cominciare un po' a correre, smetterla di lasciarti andare, di dormire, e di esser desti, di aprire gli occhi. È questo l'invito che sento forte per ciascuno di noi, innanzi tutto quello di porci nella tradizione della nostra parrocchia, sulle vestigia degli antichi padri, scriveva il poeta. Anche noi mettiamo i passi nel solco della tradizione dei nostri antenati e di coloro che ci hanno preceduto e che ci hanno trasmesso il culto a Dio mediante l'Arcangelo Michele, che ci richiama all'amore di Dio, al suo primato, e allo stesso tempo la voglia di riprendere il cammino, di cominciare un po' anche a stare più concentrati, perché si pensa meglio col fresco, riusciamo a stare anche più attenti, riapriamo romanzi e ancor di più riapriamo la Parola di Dio in queste sere. La Parola di Dio ci richiama alla lotta, e in queste sere ci intratterremo sulla lotta spirituale. Il brano dell'Apocalisse, che Francesco ha proclamato e che noi ascoltiamo nel giorno di San Michele, ci riporta a una scena primordiale quando all'inizio dei tempi addirittura nel cielo scoppiò una guerra, una battaglia, e questo è di grande incoraggiamento per ciascuno di noi. Se è vero che noi ci portiamo dentro residui di male e non sappiamo da dove vengano, è di grande incoraggiamento ascoltare questi versi dell'Apocalisse, e dire: "Anche nel cielo è accaduto qualcosa, anche gli angeli, che cantano la gloria di Dio, che stanno con gli occhi fissi nella luce della Santissima Trinità, che sono tutt'uno col pensiero di Dio, a un certo punto hanno sperimentato una divisione, una lacerazione irrimediabile, anche in cielo è scoppiata una guerra, una battaglia, qualcosa è venuto a cadere. Dicevo, è una spiegazione della Parola di Dio al mistero del male, e per noi è di grande incoraggiamento, perché la lotta, che tu sostieni per essere fedele a tuo marito, a tua moglie, quel combattimento continuo tra il credere e il non credere, tra la gioia e la tristezza, fa parte dell'esperienza umana di ciascuno di noi e ha il suo luogo teologico in Dio, perché all'inizio dei tempi ci fu una battaglia, una lotta, è l'antica lotta tra il bene e il male che coinvolge non soltanto noi uomini ma ha coinvolto anche gli angeli. Ebbene, questa sera siamo riportati all'entusiasmo e alla forza di combattere sapendo che questa lotta finirà bene, il bene ha già vinto, il drago, il serpente antico è stato già sconfitto, sono colpi di coda che ancora lancia e che a volte ci mettono timore, ci fanno entrare nella tristezza di non farcela, ma ancora un poco e tu vincerai. E quindi da un lato questa scena celeste che richiama scintillii di spade, clangore, scontri, urla di guerra, e allo stesso tempo la scena anche interna in ciascuno di noi, nelle nostre famiglie, nella nostra comunità, a dire che c'è una lotta primordiale, che sta all'inizio di ogni combattimento, dove l'Arcangelo Michele ha sconfitto Satana e tira ognuno di noi a combattere anche quando vorremmo essere dei disertori, ma allo stesso tempo è l'invito a combattere ogni giorno, ad andare avanti, ad aprire gli occhi. Se tu ti svegli, se tu rientri in te stesso, se ciascuno di noi prova un po' ad affacciarsi nei propri pensieri, e a fine serata riconsidera tutto ciò che è accaduto, scopri che il tuo cuore è un campo di battaglia, è un terreno conteso tra tendenze opposte, a volte noi stessi non riusciamo ad ambientarci, noi stessi crediamo di fare il bene e poi ci ritroviamo ad aver sbagliato, altre volte invece il bene stesso non ci attira e ci seduce maggiormente il male. Che cosa è accaduto? Qualcuno ha mischiato le carte, ha invertito l'ordine, ha messo nel tuo cuore, ha seminato nel nostro cuore una sorta di entropia, per cui tu fai difficoltà ad ordinare la tua stanza, a ordinare i tuoi pensieri, a rimetterti in cammino. Credo che oltre all'entusiasmo e alla gioia di incontraci stasera, e vedo che stiamo a buon punto come presenze, man mano trasciniamo gli altri familiari e amici, dicevo, mentre noi stessi abbiamo l'entusiasmo di cominciare, allo stesso tempo avvertiamo anche la difficoltà di rimetterci in carreggiata. Ebbene, questa è utopia, questo disordine, questa tendenza alla deriva, che ognuno di noi ha, dobbiamo combatterla, e poiché noi non abbiamo ancora concluso la preparazione, e poiché ognuno di noi avverte dei dolori, non sta in forma spirituale, la notte S. Michele ci aiuterà, ti aiuterà a combattere, ti aiuterà a vincere, ti aiuterà ad andare a scuola, ad alzarsi al mattino, a studiare ogni giorno, a non fare assenze, aiuterà noi adulti nel combattimento quotidiano, nella fedeltà giorno dopo giorno alla nostra vocazione, aiuterà gli anziani a combattere contro la malattia, contro la tristezza e a riprendere gioia, forza, grazia. E quindi auguri a ciascuno di noi, buon cammino, iniziamo, riprendiamo fiato. La calura con la cappa di umidità delle settimane scorse ci ha tolto il respiro, la Novena di S. Michele con il fresco ti fa ossigenare non soltanto i polmoni e il sangue ma anche l'anima, e l'Arcangelo Michele ci guida come condottiero, attira i nostri cuori, le nostre forze, energie assopite che tu credevi di non avere e ti restituirà a te stesso rinnovato, lucido, splendente, pronto a riconoscere le suggestioni del male, a non cedere davanti alle difficoltà, e soprattutto ad abbandonare una sorta di mediocrità che a volte ci prende con l'estate, perché impedisce di esser desti e pian piano in una maniera impercettibile ci porta fuori strada. E allora, poiché noi desideriamo riprendere la nostra forma, queste sere ci aiuteranno, l'Arcangelo Michele ci guiderà con l'invito al primato di Dio e con questa attenzione particolare alla lotta sotterranea che si svolge ad ogni istante innanzi tutto dentro di noi a riconoscere le suggestioni, a non sentirci soprattutto dei perdenti, dei rinunciatari prima di combattere, ma a provare a vincere. E spero che ognuno di noi avverta dentro di sé questa nuova opportunità, vuoi vedere che quest'anno uscirò vincitore? Tante volte noi facciamo previsioni catastrofiche e ci lasciamo prendere dallo scoraggiamento, ma l'Arcangelo Michele ci guida, il bene ha vinto, ciò che tu sperimenti dentro di te come suggestione al male non è l'ultima parola, è solo l'invito ad amare con maggiore ardore, a provare un po' ad andare oltre te stesso per riconoscerti poi nella schiera degli eletti, tra coloro che, arruolati sotto la guida dell'Arcangelo, iniziano a combattere e si ritrovano vincitori. E allora ben venga questa Novena a suonare il peana, questo grido, questo canto di battaglia a noi che, un po' distratti come sempre dall'estate, vogliamo riscattarci e soprattutto vogliamo riprendere il cammino con più amore, con più foga, con maggiore entusiasmo.

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Il testo, tratto direttamente dalla registrazione, non è stato rivisto dall'autore.

Ultimo aggiornamento ( Monday 13 October 2008 )
 
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