La Parrocchia
Omelie Don Pasquale
NOVENA di SAN MICHELE 2008, Luned́ 22 Settembre Latest ACG News
| NOVENA di SAN MICHELE 2008, Luned́ 22 Settembre |
|
|
|
| Scritto da Teresita | |
| Monday 13 October 2008 | |
|
NOVENA DI SAN MICHELE ARCANGELO 2008 Lunedì, 22 Settembre
Omelia del Parroco Don Pasquale Entriamo nel vivo stasera del nostro itinerario spirituale della Novena: la lotta spirituale. Con i versi del Siracide: "Figlio mio, se ti presenti per servire il Signore, preparati alla tentazione". E stasera cominciamo il nostro cammino lasciandoci guidare da queste parole e andando insieme ai consigli, riguardo alla tentazione in particolare, che ci dà S. Ignazio. C'è bisogno sempre di rinverdire e di ricordarci determinate parole, concetti, sia per trasmetterli alle nuove generazioni sia anche perché noi sappiamo tante cose, ma fa bene che qualcuno ce le ricordi. Stasera il mio desiderio è quello di cominciare a partire insieme con voi, a creare un po' di attesa e a metterci in attenzione, in tensione spirituale, in modo tale da arrivare in forma alla festa, alla solennità dell'Arcangelo Michele. Dicevo, abbiamo bisogno di partire dall'ABC, e in particolare questa sera dai consigli che S. Ignazio ci dà negli "Esercizi spirituali" riguardo alla tentazione. Ognuno di noi sa molto bene che man mano che passano gli anni c'è sempre da imparare da se stessi, dalle espressioni del male, dagli eventi che ci capitano nella vita e soprattutto dai nostri peccati. S. Ignazio dà tre immagini, per dire: Guarda che ogni genere di prova rientra in queste tre categorie, in queste tre immagini. La prima, che egli ricorda, è questa: La tentazione si presenta a te come un generale che deve attaccare una fortezza, questa fortezza sei tu, è un castello con i torrioni, con le guardie, con il ponte levatoio tirato su, e dice S. Ignazio: Guarda che satana, e ce lo ricorda anche l'Arcangelo Michele, che cosa fa? Ti squadra bene e vede un po' tu chi sei, a chi appartieni, quali sono le tare ereditarie, se sei un uomo, se sei una donna, a che stagione della vita sei arrivato, quali sono gli ultimi eventi che ti sono capitati, che cosa ti sta a cuore in questo momento, quali sono le persone che ti fanno innervosire, guarda bene, trova il tuo punto debole e ti attacca lì. Del resto è l'esperienza quotidiana, quella di confessarci e ripetere sempre gli stessi peccati, be', che significa? Che noi siamo strutturati in un certo modo, ci sono alcune suggestioni che prendono più gli uomini, altre che prendono maggiormente le donne, ci sono peccati che commettiamo in una fase della nostra vita e altri in un'altra, ognuno di noi ha i suoi punti deboli. Allora cosa dice S. Ignazio? Guarda che satana ti sfrutta, ti guarda dalla testa ai piedi, ti fa una ecografia, e appena vede un punto debole, ti attacca lì, e a partire da quel punto debole tu poi crolli totalmente. È esperienza anche quotidiana, e a volte basta un solo peccato per farci crollare, basta a volte anche un solo nemico per ucciderti con un solo colpo. E quindi qual è il consiglio che ci vien dato? Possiamo dire le due categorie: diciamo che quelli più giovani, gli adolescenti, i giovani, debbono imparare a conoscersi, e quindi dovete imparare, voi adolescenti, voi giovani, a conoscervi. Tutto un itinerario, che tante volte ripetiamo sui vizi capitali, aiuta per esempio a riconoscere che questa suggestione non deve essere assecondata, quindi innanzi tutto dobbiamo imparare a sapere chi siamo, come siamo fatti, conoscerci, e ci vuole tutto un tempo di introspezione, di esperienza, diciamolo anche di studio, per riuscire a mettere a fuoco: questa è una suggestione, questo invece è un desiderio da assecondare. E quindi il primo invito che deve esser fatto nella prima parte della nostra vita è quello di dire: Guarda, impara a conoscerti, e i punti deboli che tu hai, puoi combatterli, ci sono dei vizi che puoi imparare a sconfiggere, devi imparare a non arrenderti, perché avrai delle piacevoli sorprese nel riscoprirti, per esempio, capace di portare avanti un fioretto fino a Pasqua, di vincere la pigrizia; e invece nella seconda fase della vita, cosa ci suggerirebbe S. Ignazio? Guarda che tu hai i tuoi punti deboli - no? - a 40 anni, a 50 anni, a 90 anni, allora diciamocelo tra noi: ci sono alcune cose, alcuni aspetti di noi che probabilmente non sconfiggeremo totalmente, no? Dobbiamo imparare a convivere con il nostro carattere, con il marito, con la moglie, con le suggestioni che ci creano, però non dobbiamo dire: "è finita, non ci posso far nulla", possiamo imparare, per esempio, a conoscere per esempio il nostro ciclo; c'è un ciclo da imparare a conoscere, come le ragazzine che iniziano a familiarizzare con il loro corpo, c'è un ciclo che noi dobbiamo imparare a riconoscere, nel dire: Io sto arrivando a un punto di saturazione, oppure dire a se stessi: Nell'arco di un anno ci sono determinati mesi, determinate giornate che ritornano, in cui noi siamo, per esempio, più stanchi, e quindi facilmente inclini a sbagliare, allora quando tu sai che si sta avvicinando il tempo in cui sta scoccando quest'ora ics impara, per esempio, a metterti in disparte, a prenderti un giorno di festa, riposati, sta un po' in disparte, mettiti a giocare in modo da riposare, e quindi toglierti dal combattimento. Questo è importante per noi, perché certamente noi non riusciremo a sconfiggere tutti i nostri punti deboli, però possiamo imparare a riconoscere quando s'accende la spia che siamo a riserva, e quindi dobbiamo imparare a sottrarci allo sguardo degli altri, mi guardo un po' il tramonto stasera, mi leggo un romanzo, ascolto una canzone, sto un po' in disparte. Questo è importantissimo, perché dice S. Ignazio: Guarda che satana sa bene dove punzecchiare - quello che poi si impara tra marito e moglie, tu sai bene qual è il punto debole di tuo marito, di tua moglie, lì insisti, per farlo crollare -, quindi satana agisce come un generale che va alla ricerca del tuo punto debole. Poi continua, ed è la seconda immagine. Prima: Un generale che ti attacca nei tuoi punti deboli; seconda immagine: S. Ignazio dice: Guarda che il tentatore è come una donna che si avvicina a te, ed è forte con i deboli ed è debole con i forti. Che significa? Significa che quando ci viene una suggestione, se davanti a un pensiero, a un sentimento, a un desiderio, che ci attraversa la mente, o a una persona che ci compare davanti a noi, se noi reagiamo, allora può darsi che allontaniamo questa tentazione, ma, se noi cominciamo ad avere paura di non farcela, è finita. Quindi, seconda immagine: la donna. Cosa vorrei che ricordaste? Dice S. Ignazio: Guarda che se tu davanti a una suggestione, a una tentazione inizi a temere di non farcela, certamente crollerai. Quando a volte noi riteniamo di cadere in depressione ce la tiriamo addosso, "mi sento un vuoto allo stomaco, non ho voglia di alzarmi, forse mi sta venendo la depressione", veramente poi viene, perché tu temi che è venuta. La paura ci fa fare quello che noi non faremmo mai, perché ci immobilizza, noi perdiamo le difese immunitarie e ci ammaliamo. Quindi ti dice S. Ignazio: Guarda che se tu cominci ad andare nel panico fai il gioco del tentatore, e in particolare questo a volte ci accade quando noi, facendo certi sogni, sentendo dentro di noi un moto che pulsa, quando per esempio dobbiamo rientrare a casa o cominciamo ad entrare in chiesa, quando tu avverti questa sorta di nausea e cominci a meravigliarti di essere tentato, è finita. Quindi non devi meravigliarti se non provi grande trasporto verso tuo marito, verso tua moglie, se a volte i tuoi figli danno fastidio, ne vorresti altri davanti a te, perché se cominci a pensare: "Ho fatto questo pensiero, allora significa che non li amo più", cominciano le fantasie e troviamo tante motivazioni fantastiche per giustificare i nostri peccati. Quindi, dicevo, stiamo attenti alla tentazione delle tentazioni che è questo meravigliarsi di essere tentati. E infine - e concludo - ricordatevi: Satana, la tentazione, agisce come un generale e ti punzecchia nei punti deboli, come una donna che se tu cominci ad ascoltarla, ad andare nel panico, fai quello che vuole lei. E infine, terza immagine: la tentazione agisce come un amante che vuole restare segreto. Sappiamo molto bene che nessuno prende la bandiera e dice: "Io ho l'amante, ne ho due, ne ho tre", ma cominciamo a ingarbugliarci in certe storie quando non le raccontiamo più a nessuno e neanche a noi stessi. L'esperienza quotidiana, quella di far difficoltà a raccontarci, a confessarci, e allora, quando comincia una storia, cominciamo ad accarezzare un pensiero, una suggestione, una tentazione e non la raccontiamo al padre spirituale, non la raccontiamo, non la verbalizziamo neanche a noi stessi, allora che succede? Che inizia un buco nero ad allargarsi e ad assorbire la nostra energia, e così comincia con noi a dissociarci, cioè chi ci guarda dice: "Questo è un bravo ragazzo", ma poi in realtà c'è una storia parallela, manca personalità, che va nascostamente. Questo è il caso di ciascuno di noi, ma ancor di più di certi eventi che accadono: Come mai quel giovane ha avuto quell'esito negativo? che cosa è successo a quella coppia? Erano bravi ragazzi, poi interrogano il parroco che dice: No, quelli erano ministranti, erano animatori, venivano a Messa alla Domenica... Noi non siamo né buoni e né cattivi, ricordatevelo, né buoni e né cattivi, perché ognuno di noi ha due personalità. Ora se l'aspetto negativo, il male che è in noi, noi ce lo teniamo nascosto, allora cominciamo ad ammalarci, questa piccola piaga va in cancrena, e poi alla fine bisogna amputare se siamo ancora in tempo, ma se invece noi cominciamo con uno sforzo, di vincere la vergogna, di andare contro noi stessi, a raccontarci totalmente, a dire anche certi dettagli, che una volta forse i confessori tiravano dalla bocca dei penitenti facendoli arrossire, allora noi probabilmente inizieremo a guarire. Quindi, S. Ignazio dice: Tu stai carezzando un amante, un pensiero, una suggestione, deponila subito, non tenerla per te, altrimenti nascerà dentro di te un'altra personalità, e tu farai di giorno certe cose, e di notte tutt'altre cose. E quindi - e concludo -: "Figlio, se ti presenti per servire il Signore, preparati alla tentazione". Allora quest'invito del Siracide non è per scoraggiarci, anzi per aprire gli occhi, in modo tale che le suggestioni del male quando si presentano, noi innanzi tutto le riconosciamo e poi cominciamo a lottare. Cosa vuole il Signore da noi? Che noi ingaggiamo questo combattimento, che noi la smettiamo di considerarci perdenti, probabilmente saremo sconfitti tante volte, ma l'importante è non arrendersi, continuare questo combattimento sotto le armi dell'Arcangelo. *** Il testo, tratto direttamente dalla registrazione, non è stato rivisto dall'autore. |
| < Prec. | Pros. > |
|---|













