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A piedi a Santiago
08-08-04 - Ribadiso de Baixo > Arca (km 22)
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08-08-04 - Ribadiso de Baixo > Arca (km 22) Latest ACG News
| 08-08-04 - Ribadiso de Baixo > Arca (km 22) |
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| Scritto da SalvTatore | |
| Wednesday 07 September 2005 | |
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Fin dalle prime luci dell’alba il cielo è nuvolosissimo. Dato che anche quest’oggi i chilometri da percorrere non sono eccessivi, e visto che gli acciacchi dovuti alla fatica prendono ormai il sopravvento, posticipiamo la sveglia di un’oretta e ci fermiamo a colazione già dopo 2,5 km ad Arzua. La città, nonostante l’orario mattutino (7,30), è ancora molto vitale. Un sacco di gente gira per strada con costumi caratteristici bianchi e rossi. Dopo i primi momenti di sorpresa, riusciamo a capire che la sera prima si è celebrata la festa del santo patrono della città, e che essa è andata avanti per tutta la notte. Così ci ritroviamo in uno sfarzoso bar-pasticceria a far colazione insieme a tanti giovani che, un po’ brilli, si concedono l’ultimo sfizio di un cornetto caldo prima di andare finalmente a dormire. Questo contrasto tra i 2 stili di vita (noi pronti a ripartire, loro in giro tutta la notte) ci fa ancora una volta riflettere. Usciti dal bar, cadono le prime gocce d’acqua. Nel giro di pochi minuti si scatena un vero e proprio diluvio!!! La strada di oggi, tuttavia, è ancora una volta campestre. E allora ecco che decidiamo di dividerci: ognuno va avanti con il proprio passo fino a Santa Irene (circa 16 km più avanti). La pioggia è davvero torrenziale, ma forse nei ricordi di noi quattro è proprio questo il giorno più bello. Si va avanti senza più pensare che dal cielo gronda un’acqua fredda che scoraggerebbe chiunque…sì, chiunque, ma non chi sente che l’obiettivo per cui ha camminato per 10 giorni consecutivi è ormai ad un passo. Salvatore, che tra l’altro ha il k-way rotto, fugge avanti cercando di arrivare al riparo il più presto possibile. Raffino si mantiene a poca distanza fermandosi allorché gli scrosci d’acqua si fanno più pesanti. Lello e Tonino, molto più indietro, vanno avanti eroicamente trascinandosi cantando e dando spazio a tutta la loro forza di volontà. Nel cuore e nella mente di tutti rimane il freddo, il fango, il sentiero scivolosissimo che moltiplicava la fatica e le sofferenze muscolari. Insomma…”perfetta letizia”, come a fine giornata ci ha ricordato Tonino. |
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