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La Parrocchia
Omelie Don Arturo Aiello
1 Gennaio 2006
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1 Gennaio 2006 Latest ACG News
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| Scritto da Divino | |
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1 gennaio 2006 MARIA SS.MADRE DI DIO Sposare l'attimo fuggente ANNO DI GRAZIA 2006 NEL NOME DEL PADRE E DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO LA PACE SIA CON VOI "Scuoti la polvere, alzati in piedi, libera il collo dalle catene", siamo qui stamattina per essere liberati dalla paura che il passare del tempo comporta, include, per alzare il capo e contemplare la salvezza che otto giorni fa abbiamo celebrato nel Natale, di cui ora rinnoviamo la grazia. "Scuoti la polvere", ed è quello che di vecchio c'è in te, perché rimanga l'antico. "Alzati in piedi", assumi una postura che dica prontezza ad andare avanti, libertà per nuovi orizzonti. "Libera il collo dalle catene", la catena delle paure, che ha sempre attanagliato il cuore dell'uomo, per sgretolarla in questa Eucaristia che ci vede assonnati e redenti. Iniziamela con fiducia, è la prima Eucaristia dell'anno 2006, consacriamo al Signore le nostre vite, siamo certi della sua misericordia per le nostre debolezze. LETTURE Numeri 6,22-27 Galati 4,4-7 Luca 2,16-21 Tutto bene, fino a quando ho incontrato il Tempo e gli ho chiesto: "Quanto ancora?"; Non mi ha risposto. Ha preso un enorme libro con su impresso il mio nome, e ha iniziato a sfogliarlo a ritroso, piano; Vedevo però che tante erano le pagine bianche, con solo poche righe annotate, Ma come? Erano miei tutti quei giorni meravigliosi, pieni di speranza, di opportunità, di promesse? e che ne ho fatto? E quanti nomi sbiaditi, illeggibili, e frasi incompiute! E ho ripetuto: Quanto? Mi ha risposto, misurato e impassibile: Non te lo posso dire, ma ciò che resta, poco o molto, non lo sprecare più, e riempilo di vita e di bene.- Che ogni pagina sia degna di tanto regalo. Poi in silenzio se n'é andato, non so dove, insaziabile di giorni. Questo testo poetico, di un autore bolognese contemporaneo, che Agata (credo in piena estate) mi ha consegnato, è stato a sedimentare nel mio borsello e nella mia mente per tutti questi mesi in attesa di essere proclamato stamattina, all'inizio di un nuovo anno, quando veniamo in chiesa assonnati - come dicevo all'inizio della Messa - ma anche impauriti, col desiderio di incontrare lo sguardo di Dio benedicente. Siamo qui perché il tempo ci atterrisce, e perché continuamente al tempo noi chiediamo: "Quanto ancora?" come l'autore della poesia che ho appena letto. Ci sembra che sia la domanda più importante: Quanto tempo mi resta? quanti altri anni? quanti altri Natali? quante altre primavere? o autunni, a seconda dall'ottica con cui guardiamo la vita. E l'autore ci ricorda che dimentichiamo invece la cosa più importante, che non è sapere; il Tempo non te lo dirà, e qui nel testo "Tempo" è con la T maiuscola, forse è una personificazione di Dio. Il Tempo non ci risponde su quante altre opportunità abbiamo, quanto manca prima che Big Ben abbia detto stop. Invece la domanda più importante è: Come ho arredato le stanze dei giorni che sono passati e - cosa più importante - che utilizzo voglio fare del tempo che mi rimane. Qui il Tempo, come un vecchio saggio, ha preso un grande libro con sul frontespizio inciso il nome dell'autore, e ciascuno di voi immagini, con un po' di fantasia, benché il sonno non vi aiuti tanto stamattina, questa scena del saggio che apre il libro, ricco di pagine, e le gira a ritroso: 2005, e poi 2004, 2000, 1995, '90, '89, che fu un anno glorioso per la caduta del muro, e tante speranze che sembravano a portata di mano nella vecchia Europa, e poi tutti gli anni passati, ciascuno composto di 365 giorni e 4 ore: che ne ho fatto? L'autore si rende conto che tante pagine sono bianche, come tanti nostri ricordi sono bianchi, ma di un biancore che è insignificanza, che non è candore; bianchi perché quando andiamo indietro nel tentativo di ricordare emergono dalle nebbie solo dei volti, dei nomi, delle foto scontornate, abbiamo perso tante cose, tante opportunità. Noi raccogliamo il tempo con un colabrodo, finiamo col perderne gran parte, i residui di cui abbiamo memoria sono una piccolissima parte e, cosa strana, questo si fa più chiaro andando avanti negli anni, i ricordi antichi sono più vivi dei ricordi recenti, lo vediamo negli anziani, a volte anche come patologia, ma adesso mi piace considerarlo come una grazia, e cioè i ricordi infantili sono impressi, quel tempo rimane indelebile perché è il tempo a cui siamo andati incontro vergini, contenti, colmi di speranza. E allora quei giorni, a volte anche fatti di cose semplici, di eventi non degni della cronaca, della storia ufficiale, restano impressi nella nostra memoria e dimentichiamo cosa abbiamo fatto ieri, l'altro ieri, una settimana fa, cinque minuti fa: tante pagine bianche! Allora stamattina vogliamo chiedere perdono di questo libro che per lo più è fatto di pagine bianche, di giorni insignificanti rispetto alla grazia, rispetto all'amore, rispetto al bene, rispetto alla speranza, giorni dove appena ci sono dei nomi sbiaditi e delle frasi incompiute, perché è così di tanti nostri giorni passati all'insegna della incompiutezza, cose cominciate e lasciate sul tavolo come un pane sbocconcellato che abbiamo addentato e poi lasciato cadere. Signore, perdonaci per tutto questo tempo sprecato. E poi, quando ritorna l'interrogativo: "Gli ho ripetuto: "Quanto?" mi ha risposto, misurato e impassibile: " Non te lo posso dire". Nessuno di noi sa quanto ancora vivrà, quanto ancora starà qui, starà da queste parti, nello spazio e nel tempo, ma ciò che resta - continua il Tempo -"poco o molto, non lo sprecare più, riempilo di vita e di bene, che ogni pagina sia degna di tanto regalo". Allora chiediamo la benedizione di Dio su questo tempo che viene, che ci viene incontro, che ci fa paura ma che dobbiamo abbracciare in questo momento, come una sposa velata, di cui non conosciamo il volto, potrà essere bellissima come potrà essere un orco, devi accettarlo questo 2006 che ti viene incontro, conterrà dolori? gioie? si realizzeranno i tuoi sogni? sarà intriso di lacrime? Non è importante, non è importante saperlo, forse è una grazia non saperlo. "Che cosa vuoi sapere? E' meglio non sapere", dice la canzone che abbiamo commentato qualche Pasqua fa. Questa sposa velata devi abbracciarla e pronunziare il tuo sì, che è il sì alla vita, che è il sì agli anni che passano, che è il sì agli eventi, che è una firma in bianco, che è sposarsi con questo tempo, perché noi dobbiamo essere contemporanei, non possiamo essere né cantori dei tempi andati e neanche troppo in attesa di un futuro che non sappiamo se lo vivremo. Siamo chiamati a sposare l'attimo fuggente, il presente, l'unico che contenga la grazia; il domani è velato, "ciò che è stato è passato", diceva il maestro Apreda in una sua poesia, negli anni '40, "Nostalgia delle cose passate", e allora rimane questo presente, e il presente stamattina non lo vedo, non lo percepisco, è qui ma è come una sposa che venga all'altare con il velo calato sul volto, ne intravedo le fattezze ma non so se sia bella o sia brutta, non so se sia quella che ho scelto o un'altra, che per un sortilegio, per un incantesimo è stata sostituita, quello che è certo è che il 2006, sposa velata, bella o brutta che sia, giovane o vecchia, adolescente o smaliziata, è l'anno che Dio mi da. Allora prenderlo dalle sue mani significa prendere coraggio, Dio non può tradirmi, Dio non può ingannarmi, Dio non mi può far vivere una realtà senza darmene la forza, Dio non mi può dare una croce senza portarla con me, e quindi questa fiducia, che ci viene dalla fede, è ciò che ci fa baciare la sposa velata, che ci fa dire sì a questo anno con l'impegno di scrivere pagine di grazia, pagine di bene, pagine di speranza, pagine di fede. E ci soccorre in questo giorno l'intercessione della Vergine, chiamata con il titolo più grande che mai la Chiesa sia riuscita a coniare, ed è Teodokos, Madre di Dio. Nell'antichità questo titolo, che per noi è consueto - ci abituiamo anche alle parole che sono esplosive - ha destato non poche perplessità, perché molti dicevano: “Sì, Madre di Cristo, Madre di Gesù, ma Teodokos, Madre di Dio è un titolo enorme, esplosivo, cioè Maria che diventa la Madre del Signore”. E perché questa presenza? perché questa intercessione? Perché la Madre ci aiuti a fare i primi passi in questo anno, così come una mamma aiuta il suo bambino ad entrare nella vita, nella società, nella famiglia, e gli sussurra: Coraggio, andrà bene, fidati, lasciati cullare, lasciati andare, ti voglio bene. Tutte queste effusioni, innanzi tutto fisiche, poi sussurrate con parole dolcissime, che le mamme sono capaci di dire al proprio bambino che piange, Maria le dice a noi che varchiamo la soglia del 2006. Vorrei anche che facessimo un segno, non lo avevo neanche preparato, poi mentre ascoltavo la I Lettura mi è nato nel cuore, perché avete ascoltato che nel Libro dei Numeri, con quel formulario che noi utilizzeremo a fine della Messa, Mosé dice ai sacerdoti che bisogna benedire il popolo, dicendo: "II Signore sia su di te, rivolga su di te il suo sguardo, ti dia pace", e poi aggiungeva il testo: "e imporrete loro le mani". E allora al posto del credo e della preghiera dei fedeli, non a tutti, senza chiedervi la tessera di identità, quindi nessuno si intrufoli senza averne diritto, Don Pasquale ed io imporremo le mani... a chi? Scelgo tre categorie di persone; molti sono esclusi perché il sonno li tiene ancora irretiti, e sono quelli che nel 2006 compiranno 18 anni, quelli che compiranno 50 anni, e quelli che si sposeranno e che hanno già non un desiderio - vorrei sposarmi - altrimenti qui arriveranno tutti gli adolescenti, no, quelli che hanno segnato la data e in questo anno, 2006, fanno questo passo decisivo. Quindi i diciottenni, i cinquantenni e voi che vi sposerete nell'anno che viene. Ovviamente imponendo le mani, segno di benedizione, su questi componenti della nostra comunità, ciascuno di voi senta questo gesto rivolto a sé, cioè per tutti; non potendolo fare per motivi di tempo su tutti, scelgo queste tre categorie di persone che, terminata l'ultima lettura della poesia, potranno mettersi per due al centro della chiesa. Tutto bene, fino a quando ho incontrato il Tempo... |
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| Ultimo aggiornamento ( Thursday 12 January 2006 ) |
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